I giocatori di qualità, in qualunque squadra, sono sempre ben accetti. D'altronde il calcio non è fatto solamente di schemi e di moduli, a fare la differenza sono le giocate, la tecnica. Un giocatore come Antonio Candreva, che le voci di mercato lo danno sempre più nel mirino del Torino, sarebbe quindi ben accetto nella squadra granata ma sorgerebbe un problema: dove lo schiererebbe Walter Mazzarri?

Nel 3-5-2 Candreva potrebbe essere utilizzato come esterno di centrocampo sulla fascia destra, ruolo che ha già ricoperto anche con la maglia della Nazionale. Nel sistema di gioco di Mazzarri, però, in quella posizione l'interista sarebbe spesso costretto ad arretrare sulla linea dei difensori per dare una mano alla squadra quando gli avversari sono in possesso del pallone. Nel ruolo di esterno destro le sue doti tecniche sarebbero quindi in parte sacrificate per il bene della squadra. Ecco allora, se l'operazione dovesse effettivamente andare in porto il prossimo gennaio, che l'acquisto di Candreva molto probabilmente suggellerebbe il cambio definitivo di modulo: dal 3-5-2 al 3-4-3 o 3-4-2-1. 
Candreva potrebbe certamente dare il meglio di sé nel ruolo di attaccante esterno o trequartista con libertà di inserirsi e allargarsi sulla destra. Certo è che consegnare una maglia da titolare all'interista in attacco potrebbe creare qualche problema a livello di gestione del gruppo, perché a essere sacrificati sarebbero uno tra Andrea Belotti e, più probabilmente, Simone Zaza. Al Torino, dunque, serve davvero Candreva? Forse, a gennaio, sarebbe più utile investire per giocatori di qualità con altre caratteristiche, impiegabili in altre zone del campo.