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Ci sarà da lottare, sudare, pregare fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata di campionato. Se qualcuno, dopo il 3-2 in rimonta contro il Sassuolo, si era illuso che il Torino avesse finalmente imboccato la strada giusta per allontanarsi definitivamente dalla zona retrocessione è stato riportato con i piedi per terra dalla partita contro la Sampdoria. Ha ragione Davide Nicola nel dire che sotto l’aspetto del possesso palla e della supremazia territoriale la sua squadra ha fatto una buona prestazione, il problema è che, contro una squadra difensivamente ben organizzata come quella blucerchiata, sono emersi tutti i problemi tecnici del Torino, che ha faticato molto a creare una minima occasione da rete. 

Tomas Rincon è un giocatore utile in fase di interdizione, ma quando la squadra è chiamata a proporre gioco è lento, macchinoso, impacciato, fuori contesto, inadatto. E pensare che, a inizio stagione, c’è chi lo aveva indicato anche come regista ideale per il 4-3-1-2. Amer Gojak è ancora acerbo, Karol Linetty è una delusione, mentre Sasa Lukic da mesi ormai è in fase calante. L’unica mezzala di qualità su cui può contare Nicola è Daniele Baselli, finora però il numero 8 è stato molto sfortunato tra l’infortunio al ginocchio, il Covid e il problema alla caviglia: va recuperato però in fretta e al meglio perché il Torino ha bisogno di lui. 
A Genova il Torino ha pagato gli errori di mercato e di valutazione sui suoi centrocampisti. Per sua fortuna Cagliari e Parma non stanno certo viaggiando a velocità di crociera maggiori: la lotta per la salvezza resterà aperta fino al termine del campionato. Poi, comunque finirà questa stagione, sarà necessaria una vera rivoluzione sul mercato.