1
“Potrebbe essere peggio”
“E come?”
“Potrebbe esserci il derby fra due giorni”

Se, anziché essere sul set di Frankenstein Junior, Gene Wilder e Marty Feldman fossero stati due tifosi granata presenti all’Olimpico ieri sera (o avessero visto la partita alla TV) il loro dialogo sarebbe stato probabilmente così. Come se non bastasse il momento più nero che il Torino sta attraversando da quando Walter Mazzarri ne è l’allenatore, l’assenza totale di gioco nelle ultime partite, ma anche di orgoglio, di amor proprio, di amore per i tifosi e per la maglia, sabato sulla strada della formazione granata ci sarà la Juventus. E il Toro sarà anche senza senza Nkoulou (espulso ieri a Roma) e con Rincon in dubbio per via di un infortunio.

Mazzarri, per ora, è stato confermato ma ormai sembra essere chiaro che o il suo Torino farà un miracolo sportivo nel derby o il suo esonero sembra inevitabile. Ha solo due giorni di tempo per preparare una partita già molto complicata di suo, ma che per la squadra vista ieri in campo sembra essere un ostacolo insormontabile. Se il Torino giocherà come ha fatto ieri contro la Lazio, sarà necessario il pallottoliere per tenere il conto delle reti bianconere. In accordo con il presidente Cairo, l’allenatore ha deciso di portare la squadra in ritiro per ritrovare quella serenità che la squadra ha smarrito negli ultimi tempi: i più elementari appoggi sbagliati anche nella partita di ieri ne sono la dimostrazione.
L’impressione è che sabato contro la Juventus non ci saranno mezze misure: o il Torino, mettendo in campo fino all’ultimo brandello di orgoglio, riuscirà a ribaltare ogni pronostico e ottenere un risultato positivo (e in una partita come il derby anche questo può accadere) o la Juventus non si limiterà a vincere, ma dilagherà. 

Per quanto riguarda Mazzarri, non si può rinnegare quanto di buono fatto dall’allenatore lo scorso anno ma ora sembra aver perso le redini della squadra: le sue idee di calcio in campo non si intravedono neppure. Nelle ultime partite, dopo aver subito la rete dello svantaggio, il suo Torino è sparito, si è disunito, ha sperato nelle giocate dei singoli (che spesso sono le parate di Sirigu o le invenzioni di Belotti) senza però giocare da squadra. O meglio, senza proprio giocare. Così non si può andare avanti. Lo sanno i tifosi, lo sanno i giocatori, lo sa Cairo e lo sa anche lo stesso Mazzarri, che in questo momento è indifendibile.