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Ormai è fatta, è andata, o meglio sono andati: dopo il primo, partito in apertura di mercato, è stato ceduto anche il secondo “gemello del gol”, proprio alla fine. E il sostituto è Amauri; con il massimo rispetto possibile per un professionista dalla carriera esemplare, per sostituire una guizzante 27enne ala destra non sembra essere la scelta migliore puntare su un 34enne centravanti di stazza, per di più quando il primo ha vissuto due stagioni da trascinatore e il secondo un biennio in chiaroscuro.

Ma questa è stata la scelta della società, e oltretutto – non va dimenticato – avallata convintamente da Giampiero Ventura, convinto sostenitore di vecchia data dell'attaccante italobrasiliano. Sarà ora il caso di puntare sul fiducia sull'ex juventino, elemento quest'ultimo che peraltro ha fatto storcere il naso a parte della tifoseria. Di certo, con la coppia formata da Amauri e Quagliarella si va a coprire una lacuna decisiva nell'esito della scorsa stagione: quella dell'inesperienza, che aveva danneggiato più volte i granata (specie nel finale di stagione).
Cambierà completamente pelle, il Toro, e dovrà farlo in fretta, visto che il nuovo attaccante è arrivato a campionato già in corso; d'altronde, non si può pensare di organizzare per lui lo stesso tipo di gioco che si attuava per Cerci, viste le caratteristiche diametralmente opposte. Se è difficile pensare che i nuovi “gemelli” possano garantire 35 gol messi a segno dai bomber dello scorso anno, ecco che allora ci si deve aspettare di più dalle “riserve” (zero gol in tre, nella passata stagione) e soprattutto dagli inserimenti dei centrocampisti, presi anche per questo in funzione delle sponde di Amauri (Nocerino, Sánchez Miño). Nei confronti del quale non sarebbe – non sarà – giusto limitarsi alla conta dei gol fatti in prima persona.