Commenta per primo
La salvezza è ampiamente conquistata, e ora il Torino può solo guardare avanti. Anche se, pure scrutando l'orizzonte con attenzione, non è chiaro cosa ci sia alla fine della traversata: se si approderà in Europa o...semplicemente in Italia, per quanto in Serie A. Di certo, centrato l'obiettivo minimo stagionale, i giocatori fra loro di coppe ne parlano. Chi perchè lo considera fattore essenziale per la propria permanenza e il proprio futuro (Cerci), chi come eventuale ciliegina a coronamento di una carriera (Vives), chi con naturale eccitazione (tutti).

Per arrivarci, la squadra di Ventura dovrà affrontare un calendario affatto proibitivo, anche se forse il Parma - la più accreditata concorrente - ha impegni ancora più semplici. I granata ospiteranno fra le mura amiche il Genoa e l'Udinese, inframezzate dalle trasferte contro Lazio (scontro diretto) e Chievo. Poi, prima di chiudere al "Franchi" contro una probabilmente soddisfatta Fiorentina, saluteranno il publico di casa contro il Parma. E quello potrebbe essere, chissà, il giorno della verità, il match decisivo.
Ma c'è anche chi, fra gli osservatori più attenti, avanza qualche perplessità relativamente all'ingresso in Europa League di Immobile e soci. Non tanto in merito alla possibilità che il Toro ce la faccia, quanto all'opportunità che ciò avvenga: una squadra e soprattutto una società che non si erano prefissate un obiettivo del genere potrebbero forse farsi trovare poco pronte quando sarà il momento di attrezzarsi adeguatamente per coppa e campionato. Meglio arrivarci in maniera più graduale, rispettando il traguardo inizialmente posto per l'attuale stagione, ossia la parte sinistra della classifica? Può darsi. Vero però anche che l'appetito vien mangiando, e frenarlo è davvero difficile per un ambiente che ha voglia di tornare a esaltarsi.