“Ora stringiamoci in silenzio e ricordiamo Mario” aveva twittato sei anni fa Davide Astori, dopo la tragica scomparsa di Morosini. Ora, che prematuramente è stato proprio lui a lasciare questo mondo, è corretto fare lo stesso, così come è successo davanti al Franchi a Firenze o davanti al Grande Torino. “La Maratona senza parole, uniti nel vostro dolore... ciao CAPITANO” hanno scritto i tifosi granata in uno striscione appeso fuori dallo stadio, uno stadio intitolato ad altri campioni scomparsi improvvisamente troppo presto. 

Mazzola, Bacigalupo, i fratelli Ballarin, Gabetto, Menti, Loik, Maroso, Grezar, Rigamonti, Ossola e tutti i loro compagni, ma anche Meroni e Ferrini. Torino e il Toro più volte hanno pianto per l'assurda e prematura morte dei loro eroi del pallone, si sono stretti intorno alla Chapecoense, ai tifosi del club brasiliano e ai famigliari delle vittime, ora stanno facendo lo stesso con quelli della Fiorentina e con la famiglia Astori. Ieri doveva essere la giornata della grande contestazione, ai giocatori e a Cairo, saggiamente si è trasformata in quella del silenzio: gli striscioni contro la dirigenza sono stati ripiegati, tutto è stato rimandato, così come Torino-Crotone, e l'unico protagonista è stato il dolore.

Quelle di Torino e Fiorentina sono tifoserie storicamente unite da un forte gemellaggio; lo saranno ancora di più ora, ma nel silenzio. Ricorderanno Davide Astori insieme, uniti nel dolore, come i sostenitori granata hanno scritto nello striscione appeso di fronte alla curva Maratona, nella speranza di non dover più piangere insieme per simili tragedie.