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C'è un tabù da sfatare. Definiamolo così. Il Toro fatica a vincere, in generale, ma soprattutto in casa. In trasferta i granata sono rimasti imbattuti per una serie di circostanze e coincidenze che all'Olimpico non si sono invece verificate. Gli episodi arbitrali hanno condizionato le gare con Cagliari e Parma, è innegabile, ma è altrettanto vero che quelle partite il Toro non le ha giocate come avrebbe dovuto. Per carità, non se ne deve fare un dramma, ma è necessario ora che la marcia cambi di fronte al proprio pubblico. E sarebbe bene, peraltro, tenere lontana quella vocina che si fa sempre più insistente e che parla sempre più di arbitri e non dei propri demeriti.

La società e l'allenatore finora hanno protestato moderatamente e in modo pacato, senza eccessi. Tuttavia nell'ambiente si respira un'aria diversa, perché si respirano anche le partite degli altri, anche dei cuginastri juventini: 'Nel dubbio fischiano sempre a loro favore, mentre al Toro fischiano sempre tutto contro'. Chiacchiere da bar, da tifosi, anche divertenti e sul momento anche condivisibili. Salvo poi ritornare sulla Terra per mettersi a confronto con la realtà, che è un'altra: gli arbitri sbagliano. E' una verità difficile da accettare, perché talvolta commettono gli errori più gravi, ma bisogna prenderne atto, anche se fa male, anche se fa perdere punti, milioni nei bilanci, salute ai tifosi. E' così: è questo il calcio. Sbagliano gli arbitri, come sbaglia Ventura (come qualunque altro allenatore) una formazione, Bianchi (come tutti gli attaccanti) un gol e così via.

Domenica il Toro deve scendere in campo senza badare troppo a manfrine di questo genere e soprattutto senza pensare a improbabili e inspiegabili (oltre che indimostrabili) complotti. Contro Cagliari e Parma, ultime due sfide casalinghe perse dal Toro, gli arbitri hanno commesso due sciocchezze che sono costate punti ai granata: ma se Bianchi e compagni avessero affrontato diversamente quelle gare, di arbitri non si sarebbe parlato. Col Bologna servirà dunque un Toro diverso, più aggressivo e coraggioso: è inutile pareggiare contro Lazio e Napoli se poi si va a perdere contro Cagliari, Parma e Bologna. Ne va della salvezza dei granata, e Ventura lo sa bene.