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Zero acquisti dopo un mese dalla fine del campionato, un portiere del calibro di Salvatore Sirigu messo alla porta e nessuna ipotesi di sostituirlo con altro estremo difensore di valore (tecnico s’intende) simile. Se è così che il Torino spera di poter convincere Andrea Belotti a rinnovare il contratto e a restare… auguri

Se il Gallo se ne andrà non sarà per una questione economica (ma anche lo stipendio, ovviamente, inciderà nella sua scelta), ma sarà prevalentemente una decisione dettata soprattutto dalle ambizioni, dalla voglia di misurarsi per obiettivi più nobili della lotta per non retrocedere in serie B, come ha fatto negli ultimi due anni. Belotti è rimasto al Torino quando quasi nessuno se lo aspettava, ha sperato di poter giocare in palcoscenici europei anche indossando la maglia granata ma per una serie di motivi si è ritrovato a rischiare seriamente di retrocedere in serie B negli ultimi due anni. 
La tanto attesa rivoluzione per “non ripetere campionati come gli ultimi due”, per utilizzare le parole di Urbano Cairo, si è bloccato all’annuncio di Ivan Juric quale nuovo allenatore. Poi una serie di sondaggi, trattative imbastite ma non portate a termine e il discusso rinnovo di contratto di Vanja Milinkovic-Savic che, nonostante sul campo non abbia finora dimostrato di essere pronto per la serie A, il dt Davide Vagnati vede come possibile titolare al posto di uno dei migliori portieri d’Italia come lo è Sirigu.

L’attenzione di Belotti è ora rivolta principalmente all’Europeo e ai quarti di finale contro l’Austria, quando l’avventura dell’Italia sarà conclusa (si spera dopo la finale dell’11 luglio) deciderà riguardo al suo futuro: l’immobilismo che finora ha caratterizzato il Torino sul mercato di certo non aiuta a convincerlo a rimanere.