2
Non poteva il Torino non vincere una partita così importante alla vigilia del 4 maggio, non poteva fallire un appuntamento fondamentale per la corsa salvezza a poche giornate dalla fine. Non poteva sbagliare e non ha sbagliato. E’ bastato uno slalom di Ansaldi sulla sinistra e un tap-in di Vojvoda a porta sguarnita per regalare alla formazione granata tre preziosissimi punti contro un Parma che ha onorato al massimo impegno e che, fino all’ultimo, ha provato invano a sottrarsi al proprio infausto destino.

Sul campo Belotti e compagni hanno onorato al meglio il Grande Torino, come  hanno chiesto di fare i 500 tifosi presenti domenica al Filadelfia. Come l’anno scorso, a causa del Covid, non potranno farlo a Superga, là dove 72 anni fa si schiantò l’aereo che riportava a casa gli Invincibili dopo la trasferta a Lisbona. Non potrà nemmeno esserci la consueta folla di tifosi che si è sempre vista davanti alla lapide ogni 4 maggio dal quel 1949, anche se fin dalla mattina i tifosi alla spicciolata hanno cominciato a salire al colle per rendere omaggio a Mazzola e compagni. Perché più importante della vittoria sul Parma, più importante ancora della corsa alla salvezza, oggi c’è il ricordo del Grande Torino.
Chissà se i giocatori che in questi due anni hanno vestito per la prima volta la maglia del Torino, che non hanno potuto vedere con i propri occhi cosa significa per il popolo granata la data del 4 maggio saranno riusciti a comprenderne ugualmente il significato. “Abbiamo parlato con i ragazzi che sono qui per la prima volta in questa data. Faremo qualcosa al Filadelfia, purtroppo non si può fare altrimenti per via del divieto degli assembramenti, ma già il fatto di fare qualcosa di ufficiale domani, di ritrovarsi lì mettendo la divisa del Torino, è importante” ha spiegato Sirigu. Non resta che sperare che quelle parole siano bastate, perché solo recuperando lo stretto legame con il proprio passato e la propria storia il Toro potrà tornare a essere grande.