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Era da tanto che in casa Torino un pareggio nel derby non lasciava una sensazione di rammarico, che non veniva accolto quasi con fastidio. Dopo anni a vedere più che altro sconfitte, questo 2-2 nella giornata in cui il Cagliari ha perso contro il Verona, dovrebbe forse era accolto con maggiore gioia ma probabilmente è nel DNA del Toro e del tifoso granata il non accontentarsi (la celebre intervista di Radice al fischio finale di Torino-Cesena 1-1 nel ’76 lo insegna). E’ così che, anche se il pari è un risultato giusto, è difficile digerire le parate di Szczesny sul colpo di testa di Sanabria al 90’ o alla punizione di Baselli al 94’. 

All’indomani del derby c’è comunque da ringraziare Nicola per quanto fatto finora: ha ridato un’anima e un gioco a una squadra che nella gestione Giampaolo spesso è stata impresentabile (se si fosse puntato da inizio su Nicola oggi il Torino non sarebbe al quartultimo posto), ha voluto due giocatori come Sanabria e Mandragora, che si stanno rivelando pedine fondamentali per la salvezza. Se il Toro è tornato a giocarsela alla pari con la Juventus, non accontentandosi del pari ma cercando fino al 94’ la vittoria, il merito è proprio di Nicola. Se si aprirà un ciclo con lui in panchina, forse, anche le vittorie contro la Juve non saranno più un tabù. 
A proposito di Juventus, dopo il 2-2 nel derby e le vittorie in contemporanea di Atalanta e Napoli, il pensiero non può che andare anche ad Andrea Agnelli: sogna di stravolgere il calcio europeo con una Superlega o Superchampions (alla cui la sua squadra dovrebbe partecipare per diritto divino) che rischierebbe di renderebbe obsoleti i vari campionati, eppure da tre anni vede la Juventus uscire dalla Champions con squadre che alla Superlega probabilmente non parteciperebbero (Ajax, Lione e Porto). Ora, un po’ anche grazie al Toro, la formazione bianconera è scesa al quinto posto e rischia di non partecipare alla prossima Champions: chissà che questo pareggio non possa aiutare a ridimensionare i sogni di Agnelli e salvare il calcio europeo dalla follia della Superlega.