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Cristiano Ronaldo non è un campione. E’ un calciatore dotato di ottime doti atletiche e tecniche, ma i veri campioni sono altri. Lo si è visto nel derby, quando dopo una partita non eccezionale, in cui è spesso uscito sconfitto dai duelli innescati con Armando Izzo e Koffi Djidji, si è trovato a calciare il rigore che un suo compagno si era appena conquistato: ha segnato, con anche una buona dose di fortuna visto che Salvador Ichazo (il portiere di riserva del Torino alla prima presenza stagionale in serie A) è arrivato con la mano a toccare il pallone ma senza riuscire a deviarlo abbastanza. E come ha deciso di esultare? Andando a gridare in faccia al numero 1 granata e urtandolo con una spallata. Altro che campione, Ronaldo si è dimostrato esclusivamente un altezzoso provocatore che, forte della cerchia di ammiratori che lo idolatrano come un Dio pagano, in campo fa quel che vuole. 

IL CAMPIONE E' STATO ICHAZO - Ed è stato fortunato, Ronaldo, che di fronte a sé nella sua esultanza ha trovato un ragazzo intelligente e dal temperamento mite come Ichazo, che dotato di eccezionali doti tecniche non è ma si è dimostrato campione nel non cadere nella provocazione, non reagire e neanche nel lasciarsi andare a sceneggiate per il colpo subito (come molti suoi colleghi avrebbero fatto). Cosa sarebbe successo in campo se Ronaldo avesse esultato in quel modo davanti a giocatori come Zlatan Ibrahimovic o all’ex allenatore del Torino Sinisa Mihajlovic? O anche a uomini simbolo della storia granata come Giorgio Ferrini o Pasquale Bruno?

PROVOCATORE PIU' CHE CAMPIONE - “Un campione una cosa del genere non la fa mai. E' talmente sopra che non si permette di farla, dopo aver quasi sbagliato un rigore. Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere, se lui fosse stato un campione…” ha dichiarato, a ragione, il presidente del Torino Urbano Cairo. Non è il primo comportamento altezzoso di Cristiano Ronaldo, che solamente pochi mesi aveva disertato la cerimonia del Premio Uefa perché il premiato non era lui, ma Luka Modric. Ma se crede di essere davvero un campione farebbe bene a iniziare a comportarsi come tale, a tornare con i piedi per terra: per ora ha dimostrato di essere solo un provocatore. Nella storia dei derby verrà ricordato al pari di Enzo Maresca (con l’aggravante di avere molta più esperienza e undici anni più di quanti Maresca ne avesse nel derby del 2002) e non al pari di veri campioni come Alessandro Del Piero