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Soualiho Meité al Milan, Rade Krunic al Torino: difficile trovare un tifoso granata che non firmerebbe immediatamente per chiudere in fretta l’affare prima che da Milano ci ripensino. Krunic non è quel giocatore capace di far fare da solo il salto di qualità a una squadra ma è certamente una buona mezzala che può far comodo a Marco Giampaolo. Meité potenzialmente ha qualità forse superiori a quelle del bosniaco, peccato che in due anni e mezzo le abbia fatte intravedere solamente per quattro mesi: i primi due dopo il suo arrivo, con Walter Mazzarri in panchina, e nella parte dello scorso campionato post lockdown, con Moreno Longo. Poi una seria infinita di prestazioni insufficienti, a volte anche irritanti. 
Se ai calciatori consegnassero le pagelle come agli studenti a scuola, su quella di Meité ci sarebbe scritto: “Il ragazzo è intelligente ma non si applica”. Ma il Torino non è una scuola e in un momento così complicato, con la serie B che fa così paura, non c’è più tempo per aspettare il francese e sperare che finalmente inizi a studiare: per risalire la classifica ed evitare la retrocessione servono giocatori motivati, pronti a dare tutto per la causa. Non serve quel Meité visto poche settimane fa contro il Bologna quando, dopo aver perso un pallone nella metà campo difensiva sul parziale di 1-0, anziché correre per cercare di recuperarlo ha preferito stare fermo per diversi secondi ad osservare l’azione offensiva degli avversari. Con questi atteggiamenti in campo non ci si salva di certo, per cui ben venga lo scambio con Krunic, se realmente si dovesse fare.