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Longo è il migliore allenatore che il Torino possa avere in questo momento” ha dichiarato con fermezza Davide Vagnati nella sua conferenza stampa di presentazione. “Crediamo in lui, l’ho scelto io a febbraio e ho la massima fiducia e stima in lui” gli ha fatto eco Urbano Cairo. Il futuro dell’attuale tecnico granata è uno dei temi che più sta a cuore ai tifosi in questo momento: presidente e dt hanno voluto rassicurare tutti, in primis lo stesso Longo. Non è forse la prima scelta per la prossima stagione ma se, nelle quattordici partite che mancano alla fine del campionato, dimostrerà di meritarsi la conferma il rinnovo del contratto potrebbe arrivare. 

Le dichiarazioni di Cairo e Vagnati riguardo al futuro dell’allenatore, i forti attestati di stima e fiducia, erano prevedibili: d’altronde non poteva essere diversamente considerato che il tecnico avrà ora il compito di traghettare il Torino alla salvezza e farlo uscire da quel tunnel nel quale era entrato prima della pausa forzata del campionato. Un compito che non sarà facile da portare a termine: come ha ricordato Vagnati, non basta chiamarsi Toro per ottenere i risultati. 
Dopo quello delle parole, arriva però anche il momento dei fatti: Longo sarà chiamato a rispondere sul campo, Cairo e Vagnati nel frattempo dovranno continuare ad appoggiarlo, progettando con lui e per lui il Torino di futuro. Questa è una stagione particolare, alla cui conclusione manca ancora molto: ci sarà ancora tempo anche per pensare all’eventuale nuovo allenatore se i risultati non dovessero arrivare una volta ripreso a giocare. Se invece dovessero arrivare, quella stima più volte espressa quest’oggi da Cairo e Vagnati dovrà tramutarsi in un’offerta di rinnovo perché, come ha ricordato anche il dt: "Nello sport sono i risultati a contare". Longo stringe allora tra le mani il proprio destino e la possibilità di guadarsi ancora la panchina del suo Toro.