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Attento, compatto, solido, propositivo, bello da vedere, in altre parole perfetto: lo si può descrivere così il Torino della prima ora di gioco, fino al gol dello 0-2 firmato da Cristian Ansaldi su calcio di rigore. Poi però c’è la mezz’ora finale. Mezz’ora di pura follia, in cui la squadra granata si è trasformata da dottor Jekyll a Mr. Hyde rovinando tutto ciò di buono fatto fino a quel momento, commettendo errori su errori e facendosi per l’ennesima volta rimontare fino a perdere per 4-2. “Siamo fragili mentalmente” ha commentato a fine partita Francesco Conti, che ieri ha sostituto in panchina Marco Giampaolo. Il problema è che nel calcio la testa conta quasi come i piedi e tra le venti compagini che militano in serie A ce ne sono diverse tecnicamente inferiori a questo Torino, ce ne sono però poche o forse addirittura nessuna fragili come il Torino. 

Persino un allenatore integralista come Marco Giampaolo, che sin da subito ha lavorato sul suo amato 4-3-1-2, si è convinto ad abbandonare il suo credo calcistico per passare al 3-5-2 di mazzarriana memoria per dare qualche certezza in più alla squadra. D’altronde i giocatori per attuare al meglio il 4-3-1-2 il tecnico abruzzese non li ha, gli manca in particolare un vero regista da schierare davanti alla difesa. Per un’ora il Torino alla Mazzarri ha divertito e dominato l’Inter, prima di commettere l’ennesimo harakiri, un suicidio figlio delle paure e delle insicurezze che questa squadra si porta dietro da molto tempo. 
Non va dimenticato che già nella scorsa stagione questo Torino (i giocatori sono più o meno gli stessi) rischiò la retrocessione: solo grazie al gran lavoro di Moreno Longo e del suo staff si riuscì a evitare il peggio. Un lavoro forse sottovaluto da alcuni (tra cui gli stessi dirigenti granata) ma ora rivalutato anche di chi considerava scontata la salvezza. Questa era una squadra da rifondare, da ricostruire intorno a Belotti, Sirigu, Ansaldi e pochi altri, soprattutto dopo che si è deciso di affidarla a un allenatore come Giampaolo. Gli errori commessi in estate ora questo Torino che tante volte nel corso della stessa partita si è trasformato da dottor Jekyll a Mr. Hyde rischia di pagarli cari, perché la strada che è stata intrapresa è quella che porta in serie B.