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Il gol di Antonio Candreva in Albania ha evitato a Giampiero Ventura altre settimane di polemiche. 
I risultati negativi ma, soprattutto, le brutte e noiose partite dell'Italia hanno fatto finire il ct al centro delle critiche: in molti, delusi, ne hanno anche invocato l'esonero immediato per poter affrontare i playoff con un altro tecnico alla guida della Nazionale quattro volte campione del Mondo. A non essere sopresi del gioco degli Azzurri e delle indifendibili dichiarazioni di Ventura sono i tifosi del Toro. Sì, proprio loro che per cinque anni lo hanno avuto come allenatore, hanno imparato a conoscerne pregi e difetti, hanno visto, domenica dopo domenica, il suo Torino giocare.

L'Italia gioca esattamente nello stesso modo in cui giocava la squadra granata sotto la guida del tecnico genovese: giropalla difensivo insistito, retropassaggi al portiere, poche conclusioni verso la porta avversaria, poco spettacolo, poco coraggio e ricerca insista dell'amministrazione del risultato. Con Ventura in panchina il Torino si è più volte accontentato: in serie B, dopo essere stato in testa alla classifica per quasi tutto il campionato, all'ultima giornata si è accontentato di uno 0-0 con l'Albinoleffe già retrocesso facendosi superare dal Pescara perché, tanto, l'obiettivo promozione era già stato raggiunto. In serie A si è accontentato di uno 0-0 senza emozioni con il Genoa che ha permesso a entrambi di salvarsi con qualche giornata di anticipo, due anni dopo si è ritirato dalla corsa all'Europa League, perché, parole di Ventura: “il gol di Eto'o (nel pomeriggio in Empoli-Sampdoria 1-1, ndr) ci ha demoralizzato”. Ma mentre parte del popolo granata storceva il naso nel vedere il tecnico genovese sulla panchina della squadra, gran parte dei tifosi italiani non del Toro lo celebravano come “maestro di calcio”.

Ventura è sempre stato l'allenatore che ora in molti criticano: le partite con la Macedonia (pareggiata dopo aver passato tutto il secondo tempo a non tirare) e con l'Albania (vittoria striminzita riuscendo a sfruttare una delle poche occasioni avute, dopo aver rischiato più del dovuto) non sono altro che le repliche di molte gare del Torino. Per non parlare delle dichiarazioni: “È una sconfitta che ci aiuta a crescere” è la frase che i 60 milioni di tifosi della Nazionale hanno sentito dopo il ko in Spagna, la stessa che varie volte hanno sentito quelli granata dopo le sconfitte del Torino. “È importante capire chi siamo e cosa vogliamo diventare” è un altro dei mantra venturiani (a proposito, non si è mai capito cosa volesse diventare il suo Torino visto la reticenza nel parlare di obiettivi concreti del tecnico), così come lo è lo scaribarile sistematico delle responsabilità, mai in granata ha fatto un mea culpa per i propri errori, prefendo prendersela con l'ambiente ostile o con i giornalisti. In sostanza, Giampiero Ventura in Nazionale commette gli stessi sbagli che ha commesso per cinque anni al Torino e si fa anche apprezzare anche per gli stessi aspetti positivi: non è mai cambiato. Sarebbe bastato che qualcuno avesse guardato qualche partita in più della squadra granata per rendersene conto e, forse, oggi si guarderebbe con maggiore serenità ai playoff e al Mondiale in Russia.