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“Verdi è entrato bene, ha fatto cose di qualità”. Così Walter Mazzarri a fine partita ha commentato la prestazione dell’ex Napoli, entrato in campo solamente nella ripresa dopo la rete di Gabbiadini. Ha ragione il tecnico granata nel dire che il suo numero 24 “ha fatto cose di qualità” e proprio per questo viene da domandarsi perché non l’abbia schierato dal primo minuto. Deve ancora trovare la migliore condizione è la spiegazione, ma in un Torino che fatica così tanto a costruire gioco e azioni da rete, che ha appena recuperato Iago Falque dopo un lungo stop, anche un Simone Verdi a mezzo servizio potrebbe fare comodo. 

Perché se è vero che la difesa sembra aver perso la solidità che l’ha contraddistinta nella scorsa stagione ma che, errore di Lyanco in occasione del gol blucerchiato a parte, a Genova ha fatto qualche passo avanti, è altrettanto vero che che in fase offensiva il Torino crea troppo poco. Sopratutto ora che non può contare su Lukic e con un Meité che sembra un lontano parente di quello che, proprio in questo periodo, lo scorso anno stupiva su tutti i campo. In attacco Mazzarri può contare su due centravanti come Belotti e Zaza ma manca chi è in grado di innescarli: Verdi, così come anche Falque non appena avrà recuperato pienamente dall’infortunio alla caviglia, è il giocatore giusto per farlo. 
Giovedì arriva un Milan che, proprio come il Torino, non gode di ottima salute in questo inizio di campionato: chissà se Mazzarri, ripensando anche ai minuti in cui ha giocato Verdi contro la Sampdoria, deciderà di dare spazio dal primo minuto al fantasista ex Napoli. C’è da augurarsi di sì perché, come si è visto anche nelle ultime due partite, anche solo arrivare al tiro per il Torino sta diventando molto complicato.