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Se al Torino c’è un giocatore da cui ci aspettava di più rispetto a quanto fatto finora, questo è sicuramente Simone Verdi. “E’ arrivato nelle ultime ore del mercato estivo, con la pressione delle responsabilità. Deve stare sereno e non portare la croce” lo ha giustificato Walter Mazzarri che, nonostante le prestazioni spesso altalenanti, continua ad avere grande fiducia nel suo numero 24. La linea difensiva dell’allenatore granata non fa una piega, ma è altrettanto vero che da quello che è stato l’acquisto più costoso dell’era Urbano Cairo (e in generale della storia del Torino) era lecito aspettarsi qualcosa in più.

Verdi non è una scommessa, lo era quando il Torino lo ha preso per la prima volta dalla Primavera del Milan nel 2011 scambiandolo con Gianmario Comi, ora è un calciatore affermato che negli anni ha dimostrato il proprio valore, in particolare nelle stagioni al Bologna ma anche l’anno scorso al Napoli (quando ha giocato) ha fatto bene. Errori tecnici, come quelli commessi in serie contro l’Udinese sin dai primi minuti di gara, quando ancora la stanchezza non si era fatta sentire, da un giocatore come il numero 24 in pochi, o probabilmente nessuno, se li sarebbe aspettati. 

Verdi è il giocatore che il Torino ha seguito più di tutti nell’ultima sessione di mercato, quello che Mazzarri desiderava da mesi per completare la propria squadra e dare maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva. Normale quindi che su di lui ci siano delle pressioni dovute alle aspettative, così come ci sono su ogni giocatore di qualità, da Leo Messi in giù: sta a Verdi saperle gestire e cambiare passo nelle prossime partite per far sì che anche il Torino alzi i propri ritmi in campo.