Lucas Torreira non ha mai nascosto di sognare il Mondiale. Anche perché l'eventuale convocazione con l'Uruguay permetterebbe di raccontare un' ulteriore storia nella storia. A commentare le partite di Lucas in Russia potrebbe esserci proprio il padre del centrocampista della Sampdoria, Ricardo Torreira, che di mestiere proprio il radiocronista in Sudamerica: "Questa possibilità è un sogno e la realizzazione di un lungo percorso dedicato a questo sport che è iniziato da quando Lucas era piccolo" ha detto il signor Ricardo a Il Secolo XIX. "Cosa dirò alla radio se entrerà in campo? Non lo so, non ho idea di cosa mi verrà fuori, magari uscirà qualche parola magica che completi il nostro sogno". 

Grandi elogi anche per il club blucerchiato da parte del padre di Torreira, che non nega l'importanza del Doria nella crescita del figlio: "La Samp è stata fondamentale, gli ha dato la possibilità di imporsi in Serie A, ha creduto in lui quando era un ragazzino, gli ha dato tutto quello che è necessario per crescere, saremo sempre grati alla Sampdoria e al mister Giampaolo".  Inevitabile scivolare anche sul mercato: "Si parla di squadre che vogliono Lucas, sinora abbiamo sempre cercato di dominare il desiderio di giocare in un top club mondiale, un sogno che ovviamente lui ha sempre avuto. Siamo grati alla Sampdoria, per cui se dovesse succedere è importante che sia un buon affare per il club che ha creduto in lui. La clausola da 25 milioni? Penso che il presidente voglia di più, io sono di parte, non posso dire quanto vale mio figlio, ma per quanto ha mostrato in Serie A penso che sia un giocatore non facile da trovare. Chi lo vuole dovrà dare ciò che la Samp chiede. E’ giovane e può migliorare ancora tanto. A chi somiglia? Si è sempre identificato in Verratti”. 

Secondo Ricardo Torreira, il talento è di casa a Fray Bentos: "Da chi ha preso lucas? Un po' da tutti, anche i suoi fratelli erano e sono forti, giocano qui nella nostra Polisportiva locale. Se ha preso qualcosa anche da me? Io giocavo ma non avevo la sua grinta e condizione atletica, ero un 'pata dura', avevo la gamba di legno" conclude scherzando.