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"Ho rivelato l'entità della squalifica di Higuain perché c'è un accordo decennale con la stampa".
Gianpaolo Tosel, il giudice sportivo, nel corso di uno scherzo telefonico racconta i motivi per i quali ha svelato in anticipo ai giornalisti i quattro turni di stop che avrebbe affibbiato al calciatore più forte del campionato. E dice che esiste un accordo (?) in base al quale lui viola il segreto professionale. Per uno che di mestiere fa il magistrato, è una colpa grave (poi quelle giornate di squalifica in appello sono diventate tre, come avevamo ampiamente previsto: il solito papocchio all'italiana, che solleva la comprensibile rabbia del Napoli).

"La moviola in campo sarebbe la morte del calcio".
Marcello Nicchi, presidente degli arbitri italiani, qualche tempo fa si è esposto pubblicamente. Cosicché in queste ore ci aspettavamo le sue dimissioni: adesso che l'uso della tecnologia entra a tutti gli effetti nel mondo del pallone, e in particolare in Italia, come può continuare a fare il dirigente di uno sport defunto? Macché: il buon Nicchi già rilascia interviste nelle quali spiega come potranno essere applicate le novità. Mica vi aspettate che molli la poltrona, eh? Hanno corretto perfino le regole elettorali per permettergli di essere rinominato presidente un'altra volta...

"Entro in Unicredit, non voglio il doppio incarico: lascio la Lega calcio".
Sapete quando ha pronunciato questa frase Maurizio Beretta? Il 10 marzo 2011. Una dichiarazione che ha già compiuto cinque anni, già. E sapete dov'è oggi Beretta? Seduto sulla sua bella poltrona di presidente della Lega calcio, come cinque anni fa, oltre che su un'altra poltrona dentro Unicredit. Evidentemente gli hanno chiesto di rimanere, del resto sarebbe difficile per i grandi club trovare un sostituto altrettanto servile. L'ultima sua cortesia alle società - e l'ultimo sgarbo alla Nazionale - è stata il mancato anticipo della finale di Coppa Italia, provvedimento che avrebbe agevolato il lavoro di Conte. E perché mai dovrebbe anticipare la partita, se i dirigenti di Milan e Juve non glielo impongono? Beretta è maestro nel dire di sì. A chi gli conviene.

Abbiamo riportato tre frasi che, da sole, spiegano in quali indecorose condizioni sia il calcio italiano, per differenti motivi. In un mondo normale, questi tre personaggi sarebbero già a casa: ne hanno combinate troppe, ne hanno dette troppe. Invece continuano a stare lì, con tutte le loro lacune, le loro gaffe, la loro sfacciataggine. Non c'è nessuno che ce li toglie di mezzo, che pensa finalmente al bene del calcio e a nient'altro? Macché: avanti con Tosel, Nicchi, Beretta. Una comica. Da piangere.

@steagresti