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Tradito prima dal Marsiglia, la squadra del suo cuore e della sua città, poi da quel crociato che nell'estate 2018 ha probabilmente frenato la sua rapida ascesa. Segni di un destino che per Mohamed Simakan - difensore classe 2000 dello Strasburgo - avevano prospettato un futuro importante: è bastata la sua prima vera annata da titolare in Ligue 1 per affermarsi come uno dei migliori prospetti del calcio francese e attirare l'attenzione di diversi club europei. Tra cui il Milan che, secondo indiscrezioni provenienti da Oltralpe, è pronto a formulare un'offerta di 15 milioni di euro dopo aver inseguito il giocatore anche nell'ultima sessione di mercato.

TRADITO DALL'OM - Figlio di genitori guineani, cresciuto nel sobborgo di Benza con la passione per l'Olympique Marsiglia: dal balcone di casa sua si poteva vedere il mitico "Velodrome", sua mamma lavorava invece come addetta alle pulizie e alla mensa del liceo La-Fourragère, dove studiavano i ragazzi del settore giovanile dell'OM. A 6 anni, assiste alla prima partita allo stadio, dove ammira le giocate funamboliche di Nasri e Ribery, ma il suo idolo era e resta il bomber senegalese Mamadou Niang. All'età di 12, il calcio si trasforma da semplice passione a qualcosa di più serio: entra infatti nel vivaio della squadra per cui ha sempre tifato e si impone da subito come uno degli elementi più promettenti. Nemmeno quando gli viene diagnosticata la sindrome di Osgood-Schlatter - che gli crea un rigonfiamento al ginocchio che lo tiene ai box per 9 mesi - la sua scalata si arresta. A tradirlo è proprio il suo Marsiglia, che prima gli promette il primo contratto semi-professionistico e poi non mantiene, inducendo Simakan ad andarsene dopo un lungo tira e molla.
La delusione è tanta, ma servirà a fortificare ulteriormente la tempra del ragazzo, che rivede la luce solo a 17 anni, quando lo Strasburgo lo nota all'Air Bel e lo tessera, bruciando la concorrenza del Tolosa. Una nuova ripartenza per sognare in grande, ma nell'estate 2018 si rompe il crociato e il mondo gli crolla di nuovo addosso. La lunga riabilitazione, qualche spezzone di partita in Europa League e nel finale della stagione 2018/2019, poi il tecnico dello Strasburgo Thierry Laurey lo lancia senza indugi all'inizio dell'annata sportiva tuttora in corso ed è successo. Centrale difensivo, ma anche terzino destro "bloccato", ma soprattutto titolare: 25 presenze e la sensazione di trovarsi di fronte a un giocatore con qualcosa in più. Marcatore puro, fisicità dirompente, un ottimo senso della posizione abbinata alla capacità di leggere in anticipo lo sviluppo dell'azione. Difficile da superare negli uno contro uno, ancora di più nei contrasti aerei. Può e deve migliorare sul piano della pulizia tecnica e dell'impostazione.

IL FILO CON RANGNICK - Il Milan lo ha osservato durante tutta la stagione e ha manifestato il suo interesse, alla pari di Borussia Dortmund, Tottenham e RB Lipsia. Già, proprio il club per il quale lavora quel Ralf Rangnick che i dirigenti rossoneri hanno eletto come il profilo ideale per avviare un nuovo ciclo fondato su giovani di sicuro avvenire. Che sia proprio Simakan il primo "sgarbo" del Professore al club tedesco?