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Troppo bello amici miei. Da quando siamo tornati a disputare la Champions il nostro percorso si è sempre fermato ai gironi eliminatori. E’ successo con Spalletti e due volte con Conte, sempre all’ultima giornata sempre con la speranza di entrare tra le migliori 16 spezzata all’ultimo respiro.

Finalmente ci siamo riusciti, la squadra l’ha meritato sul campo e Simone Inzaghi può festeggiare il raggiungimento del suo primo obiettivo dichiarato fin dal principio della sua nuova avventura. Lo ha detto chiaro Simone il giorno del suo insediamento come tecnico nerazzurro: “L’Inter non arriva agli ottavi di Champions da dieci anni, è un periodo troppo lungo e il mio obiettivo è riportarla lì dove merita, tra le grandi d’Europa”.

Il mister è stato di parola, dopo un inizio di girone tanto difficile quanto sfortunato con un punto in due partite e l’ultimo posto in classifica l’Inter si è riscoperta vincente, ha conquistato nove punti su nove sfatando anche quel tabù Shakhtar che dopo il primo tempo sembrava ancora stregato.

I campioni d’Italia hanno giocato una grande partita rimanendo solo troppo imprecisi e frettolosi davanti con un Dzeko stranamente fuori partita. Nel secondo tempo il bosniaco si è ricordato di essere un campione decisivo per le sorti della sua squadra, i compagni che stavano giocando una grande partita avevano bisogno di lui e lui non si è più fatto attendere.

Edin è tornato ad essere cigno dopo un primo tempo da brutto anatroccolo, ha sfruttato la vena incredibile di un Perisic sempre più devastante segnando quei due gol che hanno fatto volare l’Inter agli ottavi di Champions.

E’ solo il primo obiettivo raggiunto, la strada è ancora lunga e di traguardi da tagliare ce ne sono molti, ma questa “promozione” tra le grandi noi interisti l’aspettavamo da troppo temo e Inzaghi ce l’ha regalata.

L’Inter di Simone si sta pian piano plasmando, l’equilibrio di squadra che fino a qualche settimana fa sembrava una chimera è ormai consolidato. Certo si può e si deve ancora migliorare tanto ma le basi sono solide e il gruppo è di quelli che sanno remare insieme dalla stessa parte.
Vorrei anche parlare di alcuni singoli. Gli allenatori non lo fanno giustamente quasi mai ma credo che una parola per qualcuno vada spesa.

Ranocchia si è dimostrato un gigante. In due partite decisive come quelle contro Napoli e Shakhtar Andrea è stato dominante, pulito negli anticipi e sempre puntuale e intelligente. Questo è il giocatore che tutti avremmo voluto vedere sin dal primo anno, ma ognuno ha il suo percorso e Ranocchia sta risultando importantissimo adesso che l’Inter è una squadra vincente e ha bisogno anche di lui.

Ranocchia ha annullato Osimhen (in bocca al lupo per il recupero) e contro gli ucraini ha tamponato le ripartenze dei veloci e tecnici giocatori di De Zerbi tenendo senza paura la squadra alta e sfiorando anche il gol in due occasioni. Bravo Andrea te lo meriti!

E poi c’è Perisic che io da tifoso e critico ho sempre “amato e odiato”. Ivan per me era il classico giocatore dalle potenzialità enormi ma che lasciava a casa la necessità numero uno per una squadra: la continuità. Ora Perisic è devastante, non solo in fase offensiva ma anche e soprattutto in fase difensiva. Aiuta la squadra e il suo contributo da leader è diventato fondamentale. Così ti voglio Ivan!

Che dire di Calhanoglu? Una prestazione mostruosa che segue i grandi match giocati contro Milan e Napoli, si sta prendendo l’Inter in fretta alla faccia di chi gli dava brutte etichette.

Gli altri si confermano per la garanzia che sono: Brozo, Darmian, Bare, Lauti, Skriniar, Bastoni, senza dimenticare l’assente De Vrij, la personalità di D’ambro e tutti gli altri campioni d’Italia in carica.

Quando Correa (che comunque è già stato più volte decisivo) e Dumfries si ambienteranno definitivamente l’Inter potrà solo giovarne e migliorare ancora. La strada è lunga e tortuosa ma il cammino deve continuare ad essere questo.