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Inter-Atalanta è stata una partita ossimoro, è un po’ come il classico “ghiaccio bollente” ripetuto in una frase qualunque. Un ossimoro perché parlare di un risicato 1- 0 con 5 tiri in porta totali e con pochissime occasioni da gol in una partita tra i 2 migliori attacchi del campionato ha davvero dell’impossibile. 
Le squadre si presentavano al match di San Siro con 122 gol realizzati, 62 per l’Inter 60 per l’Atalanta, c’erano quindi tutti gli elementi per pensare ad una partita non solo apertissima ma anche ricca di occasioni da rete. Non è stato così, entrambi i tecnici hanno studiato la partita nei minimi dettagli, si temevano e si conoscevano. 

Entrambe le squadre si sono studiate, non hanno voluto concedere all’avversario la possibilità di sfruttare le loro armi migliori, Conte ha chiuso ermeticamente ogni spazio, la sua squadra ha limitato gli accessi il più possibile fermando la veemenza della dea e la qualità tecnica degli undici di Gasperini. Il tecnico atalantino da par suo ha bloccato Lukaku che, se non in un paio di pericolose occasioni, non è mai riuscito a far esplodere tutta la sua potenza in progressione. Il risultato è stato quello visto sul campo, partita bloccata, uno scacchiere immobile scombinato da una “zuffa” su calcio da fermo.
La partita si poteva solo sbloccare così. Ci era infatti andata vicina l’Atalanta con Zapata e Djimsiti proprio su calcio d’angolo nel giro di 30 secondi, Handanovic prima e Brozovic poi hanno salvato la porta dell’Inter.

L’episodio è arrivato e ha sorriso agli uomini di Conte, Skriniar in mischia si riscopre rapace d’area e risolve la partita. Tre punti di un’importanza enorme per il cammino nerazzurro e per il morale della truppa. C’è chi parla di scudetto in tasca ma sappiamo tutti che sono “gufate” di chi deve inseguire o semplicemente di chi ci vuole male.  La classifica sorride ma 12 giornate sono davvero tante per sbilanciarsi su qualcosa di definitivo.
C’è chi ha parlato di un’Inter brutta, chi da ex giocatore ha pure avuto il coraggio di criticare Lautaro perché ligio alle consegne di difensore aggiunto. Strano direi, ho sempre sentito elogiare Eto’o per questo. Per un anno intero il camerunese ha fatto la spalla di Milito rinunciando ai gol in nome della vittoria di squadra, Lautaro contro l’Atalanta ha svolto lo stesso compito facendolo alla grande, si è sacrificato per il bene del gruppo e per ottenere una vittoria tanto importante quanto sudata e difficile. L’Inter non è stata brutta per nulla, si è dimostrata squadra, compatta e soprattutto concentrata.

Nei big match l’Atalanta fino a qui aveva sempre vinto pareggiando solo a Torino contro la Juve, ha segnato 4 gol alla Lazio in trasferta, ha vinto 3-0 a Milano contro il Milan all’epoca capolista, ha “stracciato” 4-1 la Roma e ne ha rifilati 4 pure al Napoli. Che avrebbe dovuto fare l’Inter? Consegnarsi all’avversario facendogli sfruttare i suoi punti di forza? No, Conte ha studiato, ha messo in pratica e ha bloccato il tris della squadra di Gasperini.  Chi ha affrontato a viso aperto l’Atalanta le ha sempre prese e Conte ha studiato e imparato. Ha vinto! Non si può poi non considerare la difficoltà enorme di tenere alta l’intensità e l’attenzione difensiva per 90 minuti contro un avversario di tali capacità fisiche e tecniche.

L’Atalanta è ormai una big e va affrontata con il rispetto che le si deve. 
L’Inter è stata umile e determinata, sapeva quale fosse l’obbiettivo e le armi che le sarebbero servite per raggiungerlo. Quindi sì, per me l’Inter ha giocato bene, davvero bene.  Handanovic ha fatto 2 parate per quanto importanti che vanno a pareggiare gli interventi decisivi di Romero e Djimsiti sulle 2 ripartenze di Lukaku. Inter – Atalanta è stato un ossimoro ma soprattutto ha fornito una dimostrazione di incredibile bravura dei due tecnici in questione.