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Dopo la contestata sconfitta piena di polemiche all’andata all’Olimpico i campioni d’Italia si sono presi la rivincita e hanno rimesso le cose a posto nel ritorno di San Siro. Il periodo di fuoco nerazzurro che doveva cominciare a Bologna è partito nella fredda serata di Milano contro la Lazio, unica squadra ad oggi ad aver battuto gli uomini di Inzaghi in campionato. Non è stata una passeggiata; Sarri si è “snaturato” e, per fronteggiare i nerazzurri, ha abbassato insolitamente il baricentro della sua squadra praticamente rinunciando ad attaccare. Immagino con quanto sacrificio l’ex allenatore di Napoli, Chelsea e Juve abbia messo in atto questo piano tattico ma solo per poco non ha raccolto i frutti di questa insolita scelta.

L’Inter si è scoperta meno bella di altre volte, un po’ quello che si era visto prima della sosta contro il Torino di Juric, ma sempre letale ed efficace. La Lazio ha dovuto inchinarsi di fronte all’ottava vittoria consecutiva dei nerazzurri che, pur se orfani di un sempre più fondamentale Calhanoglu, hanno offerto una prova concreta e di spessore con un Gagliardini che nonostante mai rubi l’occhio in fase tattica è risultato più che  mai utile soprattutto nel contrastare fisicamente Milinkovic-Savic.

I 50 gol dell’Inter, miglior attacco del campionato, nelle ultime uscite hanno fatto rima con difesa o meglio con i difensori. Gli ultimi sei punti ottenuti contro Torino e Lazio hanno infatti avuto la firma decisiva di chi parte da dietro ovvero Dumfries contro i granata, Bastoni (anche uomo assist) e Skriniar contro i biancocelesti.

Questo significa essere squadra, avere un equilibrio, e disporre di più soluzioni nel caso il piano A non si concretizzi pienamente. Anche questo può e deve essere letto come un segnale forte, perché nelle serate di scarsa vena offensiva Inzaghi può sempre contare su qualcun altro. Dando un occhio alle statistiche l'Inter ha così ottenuto 49 punti dopo 20 partite stagionali di Serie A per la prima volta dal 2007-08 e Skriniar ha realizzato tre reti (tutte di testa) in 18 giornate di campionato, tante quante quelle messe a segno in 32 partite giocate nella scorsa stagione. E che l’Inter abbia la testa giusta lo dimostra anche il fatto che con quello di ieri sono 13 i gol segnati con questa modalità meglio di qualunque altra squadra nei cinque maggiori campionati europei.
In una stagione non si può pensare di essere sempre al top e pure sul finire della scorsa stagione l’Inter ha avuto un piccolo calo riuscendo però a ottenere vittorie importanti con mestiere e determinazione. Anche così si arriva fino in fondo. Contro la Lazio di Sarri è stata una vittoria di grinta e di carattere. I campioni in carica stavano controllando dopo il gol di Bastoni ma una distrazione fatale ha consentito a Immobile di pareggiare. Poteva esserci un contraccolpo che l’Inter ha evitato. L’esperienza sta aiutando il gruppo che ormai affronta ogni match con la consapevolezza di poterne uscire vincitore.

La testa ovviamente adesso sarà rivolta alla sfida contro la Juventus nella Supercoppa italiana, in programma mercoledì sera a San Siro: Simone Inzaghi ritroverà Calhanoglu dopo la squalifica, e potrà contare sul ritorno a pieno regime di Dzeko, ormai pienamente recuperato dalla positività al Covid. La finale contro la squadra di Allegri sarà ricca di fascino e di significato. Un trofeo è sempre qualcosa di speciale soprattutto se lo si gioca contro una rivale storica. 

I guai dei bianconeri orfani di Cuadrado, De Ligt e Chiesa, che ha riportato la lesione del legamento crociato anteriore, non dovranno avere influenze sull’atteggiamento dei nerazzurri. All'attaccante bianconero l'Inter ha voluto mandare, via Twitter, un messaggio di in bocca al lupo a cui mi unisco con sincero affetto: "Ti aspettiamo presto in campo per altre grandi sfide!".

Il tour de force nerazzurro è appena iniziato, e, cari interisti, sapete già che non ci sarà spazio per rilassarsi.