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Ho appena ricontrollato, alla fine del campionato prima di Parma-Inter mancano ancora 14 partite. Allora, così per curiosità, sono tornato per un attimo bambino delle elementari, e ho iniziato a fare le moltiplicazioni: ho scoperto di saper ancora gestire le cose semplici e, senza uso alcuno della calcolatrice, ho moltiplicato il numero 3 per il numero 14 e ho avuto la conferma che il risultato è sempre 42.  Il mio stupore non nasce certo dall’ovvio risultato matematico ma dalle considerazioni che tifosi, giornalisti, illustri opinionisti, ex calciatori ed ex allenatori stanno facendo sul campionato in corso.

Si perché sento da più parti l’assoluta certezza che a vincere il campionato sarà l’Inter. Anzi la cosa è ancora più allarmante, c’è qualcuno che evidentemente “straparlando” definisce l’Inter già campione d’Italia. Dato che chi afferma ciò è fonte autorevole e in bacheca ha pure qualche cosina (-ona) di importante ho pensato: “vuoi vedere che sono stordito e non ho capito nulla io?!”. Allora ho ricontrollato la classifica e mi sono di nuovo accorto che l’Inter attualmente è si prima ma (nel momento in cui scrivo) con soli 4 punti sulla seconda.

Ma vuoi vedere che con 42 punti ancora a disposizione tutto è ancora possibile?
Scherzi a parte, affermare che ad oggi con questa classifica e con questo risicato vantaggio il campionato sia già finito in favore dei nerazzurri sa molto più di gufata rosicante che di parere obiettivo dato da chi il campo lo ha “annusato” veramente vincendo anche molto. Ne ho viste tanti di ribaltoni impensabili nel calcio, io che ho solo 41 anni, figuratevi chi ha vissuto e mangiato campo ed erba per 30 anni di più.  Impensabile e assolutamente poco serio parlare di campionato finito a 14 partite dalla fine.

Credo che nel dare un servizio alla gente ci voglia un pochino più di obiettività e meno “antipatia” verso le rivali storiche. La “gufata” bieca me l’aspetto in un altro contesto magari meno “confezionato” e più divertente e spontaneo. Se vuoi fare il “serio” e vuoi dare pareri autorevoli poi non puoi scivolare nella gufata “seriosa” spacciandoti per esperto del settore. I campionati sono lunghi, difficili, sono maratone in cui vince chi ha più costanza e determinazione e , a volte, anche più fortuna.
Abbiamo visto la Lazio rimontare sette punti alla Juve che aveva già lo scudetto cucito sul petto, abbiamo assistito increduli al Milan di Zaccheroni capace di compiere un vero miracolo in rimonta ai danni della stessa Lazio che con 7 punti in più a 7 giornate dalla fine stava già preparando la festa scudetto. Abbiamo visto l’Inter del Triplete di Mourinho perdere tutti i 9 punti di vantaggio che aveva sulla Roma a gennaio e venire pure superata in primavera salvo poi rimediare e vincere tutto (Pazzini e la Samp avranno sempre un posto nel nostro cuore). Nel calcio può accadere tutto e il contrario di tutto.

E’ giusto ora parlare bene dell’Inter come era giusto criticarla quando la difesa faceva acqua e si usciva dalle coppe. Ora l’Inter viaggia bene, ha trovato una sua identità e la manifesta in campo. Ma 14 partite sono quasi un girone, un campionato di ritorno e parlare di campionato finito sfiora il ridicolo.  Conte dovrà tenere lontano dalla mente dei suoi il pericolo delle sirene esterne, dei trionfalismi trappola messi lì per cascarci dentro. Il giochino è quello e l’ambiente Inter deve tenersene lontano e non parteciparvi.

La testa ora va al Parma, dopo dovrà essere resettata per l’Atalanta e così via. Fino a maggio non ci dovrà essere spazio per i problemi societari, per i titoli dei giornali ieri su Hakimi, oggi su Lukaku e domani su chissà chi, e per chi ti mette in tasca lo scudetto ridendo pronto a farti lo sgambetto per togliertelo strada facendo con un sorriso tanto beffardo quanto compiaciuto, tanto le sue parole nessuno se le ricorderà, le porterà via il vento. Contano i fatti e conta quello che puoi fare per raggiungere l’obiettivo. Testa ai 90 minuti, 90 dopo 90 per 14 volte ancora e poi si vedrà se il “gufo” l’avrà avuta vinta oppure no.