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L’Inter insegue da tutta l’estate, insegue i propri obiettivi di mercato, la stabilità economica e le avversarie sul campo. Anche contro il Lione è stata una rincorsa, una partenza a rilento con una sconfitta da evitare dopo le due reti dei francesi. Poco importa il risultato finale anche se la voglia di non uscire sconfitti dal campo, anche se in amichevole, è cosa da non sottovalutare. L’Inter insegue infatti anche la cosa più importante di tutte in questo momento, quella forma fisica e mentale ideale per partire con il piede giusto in un campionato che sarà il più strano degli ultimi tempi. 

La squadra corre tanto e prova a ritrovare quegli automatismi che, senza Lukaku la scorsa stagione, ha per forza dovuto “rivisitare”. Romelu non è ancora al top ma la sua presenza in campo si sente eccome. Se in difficoltà in impostazione dal basso la squadra sa di poter trovare, lì davanti, una boa in grado di far salire i compagni e, quindi, levarsi di dosso quella pressione esercitata dal pressing degli offensivi avversari. 

La rimonta nerazzurra inizia proprio dal gol del belga che, finalmente, si sblocca e regala a Inzaghi la prima gioia post Chelsea. Il gol del pareggio nerazzurro è uno spettacolo che inizia con la magia di Lautaro: lo stop, la veronica e l’imbucata per Barella sono una gioia per gli occhi, la pregevole conclusione del centrocampista è la ciliegina sulla torta finale. 

Il risultato finale conta fino ad un certo punto, la vittoria sarebbe stata meritata ma poco avrebbe aggiunto alla partita dell’Inter.

Le cose buone sono tante a cominciare da Onana molto positivo sia tra i pali (spesso decisivo) che in impostazione (solo un’indecisione che costa il giallo a Dumfries). Bene anche Dimarco che da esterno ara la fascia con continuità usando il suo sinistro educato per mettere palloni interessanti ai propri compagni. Ottimi anche i cambi che, a differenza dello scorso anno, sembrano poter dare ossigeno in più ai titolari e soluzioni garantite all’allenatore. 
Da rivedere alcuni movimenti difensivi e lo stato di forma di De Vrij. L’olandese non è ancora al top ma dovrà tornare ai suoi livelli in fretta perché da lui (oltre che dal portiere) anche quest’anno passerà la costruzione del gioco da basso. 

L’ovazione dei tifosi per Skriniar, entrato nella ripresa, fa capire quanto si abbia paura di perderlo. Senza lo slovacco la squadra perderebbe molto in un reparto che, ad oggi, sembra quello da migliorare di più. Le speranze di scudetto per l’Inter non possono prescindere dalla difesa e quindi dalla presenza di Skriniar

Purtroppo alla fine del mercato estivo manca ancora un mese, periodo lunghissimo per le coronarie dei tifosi nerazzurri che vivranno ogni giorno con la paura di una super offerta per il proprio roccioso difensore. C’è da tenere duro e sperare che settembre arrivi presto senza grosse novità. 

Intanto ci si “spacca” per l’affare Casadei. Il Chelsea è piombato deciso sul giocatore ma gli 8 milioni offerti non scaldano Marotta. A 20 la proprietà potrebbe cedere e lasciar partire il giovane nerazzurro. I tifosi si dividono, c’è chi ha timore di un nuovo caso Zaniolo e chi, invece, davanti ad un’offerta così importante non ci penserebbe un attimo. Credo che la cosa sicura è che in pochi abbiano una reale visione della situazione. Nessuno sa con certezza cosa possa diventare Casadei. Giocare in primavera da indicazioni ma non veri e propri parametri di sicurezza del futuro nei “grandi”. La realtà, alla fine, è che bisogna fare i conti con i bilanci e difficilmente l’Inter potrà rifiutare un’offerta fuori mercato per il suo gioiellino.