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Zhang ha parlato e non è cosa da poco. Il presidente nerazzurro fa sentire la sua voce e parla di Inter giusto tre volte l’anno, a inizio stagione, a Natale durante la festa ufficiale e a fine anno. Non è la prassi in realtà, può capitare anche che Steven non parli proprio e deleghi ai suoi dirigenti. Riteniamoci dunque fortunati che il presidente abbia voluto finalmente chiarire una situazione che comunque nella nostra testa era ben delineata.

Ma credo sia stato doveroso da parte del numero uno nerazzurro mettere a tacere le voci incontrollate che stavano impazzando via social e a mezzo stampa.

Zhang è stato chiaro, la pandemia ha “distrutto” il calcio e i bilanci delle società. Non cadiamo dal pero e, anche se si è insistito a condannare solo l’Inter come da annoso sport nazionale, anche la quasi totalità delle società italiane ed estere sta sul bordo del cornicione. 

Agnelli in conferenza stampa ha parlato chiaramente di Superlega come “grido disperato” perché il calcio sta andando incontro alla inevitabile insolvenza, Giulini ha dichiarato senza mezzi termini che il calcio è al collasso e così si rischia di non finire il campionato. Insomma il grido di dolore lo stanno lanciando tutti sarebbe ora di finirla di parlare solo dell’Inter facendo i conti in tasca ad una proprietà cinese presa, chissà per quale motivo, in evidente antipatia dai media.

C’è chi imputa all’Inter di dover vendere 1-2 pezzi pregiati sul mercato. Purtroppo adesso è doveroso fare di necessità virtù in uno stato d’emergenza e per cercare di non affossare un situazione che potrebbe, per tutti, diventare insostenibile. Sappiamo poi che per cifre irrinunciabili, anche in tempi normali, nessuno è incedibile. La Juventus ha venduto Zidane perché a 150 miliardi non si poteva dire di no, l’Inter ha venduto Ibra perché 50 milioni più Eto’o erano caviale. Chiunque ora si presenti con 80 milioni per qualsiasi giocatore che non sia Lukaku avrà la strada spianata! 

Non stupiamoci, gli Zhang da quando hanno preso l’Inter si sono sempre comportati così. Hanno puntato ad una società economicamente sostenibile senza strafare e senza affondare le mani nel loro portafoglio cinese. Facendo così hanno portato una squadra che navigava tra il sesto e il settimo posto a riqualificarsi per 4 anni di fila in Champions vincendo finalmente lo scudetto dopo 11 anni. 

Gli Zhang hanno portato all’Inter il meglio del meglio in dirigenza e in squadra e francamente il trattamento che stanno ricevendo oggi è inaccettabile.

Sia chiaro nessuno è esente da errori e da critiche ma qui a mio avviso si sta degenerando.

Zhang ha sempre speso quello che poteva facendoci prima uscire dal FFP e poi, quando gli è stato consentito dalle casse societarie, portando all’Inter gente come Marotta, Conte, Lukaku, Eriksen e Hakimi. Ha speso tanto senza farci “sbracare” mai.

Per i più sembra che la “pandemia” sia uno scherzo, un gioco che nel mondo dello sport ha visto sconfitta solo l’Inter. Mi dispiace ma vi sbagliate in pieno.

Zhang in questi anni ha speso sul mercato i ricavi che la sua società otteneva, dai guadagni del botteghino, delle tv, delle competizioni e degli sponsor. Venendo a mancare, causa Covid, la maggior parte di questi introiti Zhang ora è costretto a “ripescare” il guadagno dal reparto tecnico sacrificando, purtroppo, qualche giocatore.

La differenza tra noi e alcuni altri è che l’Inter ha giocatori che da soli possono portare nelle casse anche 70-80 milioni, perché giovani, forti e desiderati, gli altri questo drammatico, infelice ma utilissimo lusso non lo hanno o se lo sono fatti scappare non rinnovando i contratti in tempo utile.

Farà male perdere Hakimi, questo è certo ma è un danno collaterale che va rispettato e digerito. C’è un mondo intero, quello del calcio, che piange, che sa di dover affrontare anni di “carestia” ma chissà perché si parla solo dell’Inter.