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Giovanni Trapattoni compie 80 anni domenica nel giorno del derby Milan-Inter. L'ex ct dell'Italia ha dichiarato in un'intervista a La Repubblica: "Il derby è sempre imprevedibile e non ha mai favoriti, stavolta è vero ancora di più. Divise da un punto in classifica e con la stessa differenza reti. Rispetto all'andata il Milan è più solido mentre l’Inter potrebbe essere condizionata dal caso Icardi, ma anche dallo sforzo e dal risultato dell’Europa League". 

"Il Milan è stata la mia prima famiglia, il club che mi ha fatto realizzare il mio sogno. Senza Milan la mia storia sarebbe stata indubbiamente differente. La Juve la lunga storia d'amore, un gruppo eccezionale che mi ha permesso di affermarmi come allenatore. L'Inter un'inarrestabile emozione, la squadra con cui cimentarmi per capire se i miei successi fossero legati soltanto alla Juve. Facendo un paragone con la vita, il Milan è stato l’adolescenza, la Juve il matrimonio, l’Inter il cambiamento della mezza età". 

"C’è una partita che vorrei rigiocare? Nessuna, perché non so come si sarebbe sviluppata la mia carriera se qualcosa fosse andato diversamente. Ho commesso errori, non li rimpiango: sono stati fra i migliori insegnamenti che io abbia mai ricevuto. Mi ritengo già così estremamente fortunato. Mi ha dato più dolore Magath, giustiziere della Juve nella finale di Coppa Campioni ’83 con l’Amburgo, o Byron Moreno, l’arbitro di Italia-Corea del Sud? Decisamente Moreno. Perché quello che è accaduto al Mondiale 2002 ha avuto origine dall’arbitro e non dall’avversario. E dall’arbitro ci si aspetta un comportamento super partes. Lui ha commesso una grande ingiustizia e ha colpito tutta l’Italia. Ecco, ci ripenso: se proprio dovesse esserci una partita che rigiocherei, sarebbe Italia-Corea per avere un arbitro diverso".