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D’accordo, gli assenti, tanti, troppi e molti di livello assoluto, ma ma nemmeno la lunga e qualificata lista di infortunati, acciaccati e squalificati può bastare a spiegare una delle peggiori partite del Milan di questa stagione, di sicuro la peggiore delle tre di Champions. La squadra di Pioli ha perso anche a Oporto, lasciando per tutti i 90 minuti il dominio ai padroni di casa. E’ ancora ultima, ancora a 0 punti, forse nemmeno vincendo le prossime tre gare riuscirebbe a qualificarsi, ma più del risultato, più della delusione, quello che ha colpito a Oporto è stata la modestia di una squadra che in Italia ha tutta un’altra faccia. Il Milan poteva e doveva fare di più, il Porto è stato padrone assoluto e se è finita soltanto 1-0 è stato solo per un caso. Può bastare questo dato per rendere chiaro quanto è accaduto: al 90', il conto dei tiri era 20 a 3. Il Porto è una squadra dalla dimensione internazionale, come dimostrato anche nelle passate edizioni di Champions, il Milan no, non ancora.

MILAN ASFISSIATO - Il Milan è andato subito in sofferenza. Il Porto lo ha attaccato fin dai primi battiti della gara e si è presentato con un palo centrato da Luis Diaz dopo meno di 5 minuti. Ritmo, intensità, aggressività, la squadra dell’ex laziale Conceicao ha sprigionato grande energia e quella di Pioli ha rischiato in continuazione, al 45' il parziale dei tiri era già 11 a 1 per i padroni di casa. Al Milan è mancato Krunic, fuori posizione e fuori contesto, è mancato l’uomo che avrebbe dovuto collegare Giroud (anche lui ai margini della gara) al gioco. I rossoneri avevano due solo possibilità di attaccare, a destra con Saelemaekers (comunque ben controllato a Wendell) e a sinistra con Leao che ha acceso un bel duello con Joao Mario. Nella ripresa anche i due esterni milanisti avrebbero ceduto sul piano fisico fino a uscire dalla gara insieme a tutta la squadra.

OCCASIONI PORTO - Dopo il palo di Luis Diaz, il Porto ha continuato la caccia alla porta di Tatarusanu. L’iraniano Taremi ha avuto molta libertà anche dentro l’area rossonera e per due volte è andato a un passo dal gol, nella seconda occasione è stato murato da Kjaer. Anche dietro il Milan non era sicuro come lo è quando gioca in campionato. Mentre i due terzini del Porto, Joao Mario e Wendell, attaccavano a pieno ritmo, quelli del Milan restavano dietro, preoccupati dall’onda alta dei portoghesi. Le assenze, tante e di qualità, pesavano per il Milan il cui unico punto a favore, a fine primo tempo, era l’ammonizione dei due centrocampisti centrali del Porto, Uribe e Sergio Oliveira: non potevano essere più aggressivi come nei primi 45'. In realtà, questa era la speranza, nei fatti è andata in un altro modo.

IBRA PER MEZZ’ORA  - Se il Milan nella ripresa confidava in un calo fisico e atletico degli avversari, si è dovuto ricredere subito. Nei primi 6 minuti altre due occasioni per il Porto, la prima ancora con Taremi che, per fortuna di Pioli, non era il massimo della precisione, la seconda con Evanilson murato da Tomori dopo un intervento a vuoto di Ballo-Touré. Dal 1' al 13' della ripresa, quattro conclusioni per il Porto e il Milan dietro a boccheggiare. Pur povero di alternative, Pioli ne aveva una che non poteva risparmiarsi: dentro Ibrahimovic, al suo ritorno in Champions, al posto dello spento Giroud. Contemporaneamente dentro anche Romagnoli al posto di Tomori (qualche difficoltà anche per lui) e Kalulu per Ballo-Touré. Ibra si è però presentato con una punizione sparata in curva, poi è stato fermato facilmente da Mbemba, si è fatto pizzicare in fuorigioco solo per pigrizia (troppo lento a rientrare), una volta è stata anticipata e infine un giallo per una tacchettata sulla fronte sanguinante di Mbemba. Mezz’ora di niente.

IL GOL NELL’ASSEDIO -  Dopo 18 conclusioni, con una mezza dozzina di occasioni, il Porto è meritatamente andato in vantaggio. Il triplice cambio di Pioli non aveva portato nessun mutamento allo sviluppo della gara, da sempre nelle mani di Conceicao, tant’è vero che il primo a cedere sullo spunto a destra di Joao Mario è stato uno degli ultimi entrati, Kalulu: il cross del giovane terzino portoghese è stato rimpallato fra Bennacer e Taremi, la palla è rimasta lì, al limite l’area di rigore, e Luis Diaz l’ha piazzata nell’angolo. Tatarusanu si è tuffato in ritardo, ma a sua parziale difesa va detto che quella palla è scappata via fra le gambe di Kjaer. Non c’è stata reazione neppure dopo il gol portoghese, Pioli ha provato con Bakayoko al posto di Tonali (uno dei pochi ad aver capito partita e avversario) e negli ultimi 10' col giovane Maldini, ma niente è cambiato.



Porto-Milan 1-0 (primo tempo 0-0)

Marcatori
: 20’ st Diaz (Por)

Assist: 20’ st Taremi (Por)

PORTO (4-4-2): D. Costa; Joao Mario, Mbemba, Pepe, Evanilson (dal 22’ st Corona); Otavio, Uribe, S.Oliveira (dal 22’ st Vitinha), Diaz; Taremi(dal 38’ st Martinez), Wendell. A disp.: Marchesin, Marcano, Martinez, Cardoso, Corona, Bruno Costa, Vitinha, Grujic, F. Conceicao, Fabio Vieira, Pepè. All.: Conceicao. 

MILAN (4-2-3-1): Tatarusanu; Calabria, Kjaer, Tomori (dal 12’ st Romagnoli) Ballo-Tourè(dal 12’ st Kalulu); Tonali (dal 21’ st Bakayoko), Bennacer; Saelemaekers, Krunic(dal 37’ st Maldini) Leao; Giroud (dal 12’ st Ibrahimovic)A disp.: Jungdal, Gabbia, Romagnoli, Kalulu, Bakayoko, Maldini, Ibrahimovic. All.: Pioli. 

Ammoniti: 3’ pt Sergio Oliveira (Por), 16’ pt Tomori (Mil), 21’ pt Giroud (Mil), 38’ pt Uribe (Por), 35’ st Kalulu (Mil), 41’ st Ibrahimovic (Mil), 45’ st Leão (Mil)