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Continuano negli Stati Uniti i disordini e le proteste in seguito alla morte di George Floyd. Nella serata di ieri, ci sono stati di nuovo saccheggi a raffica a New York, nonostante il coprifuoco, il primo dal 1943. Incidenti anche a Washington, dove ci sono state anche cariche della polizia a cavallo per liberare i piazzali intorno agli edifici presidenziali. Pochi minuti dopo, quando è scattato il coprifuoco delle 7 di sera (l’1 di notte in Italia), come riferisce Corriere.it il presidente Donald Trump è uscito a piedi dalla Casa Bianca attraversando le zone appena sgomberate dagli agenti ed è andato alla St John’s Church, la chiesa dei presidenti, la cui cripta era stata incendiata la notte scorsa dai dimostranti. 

Trump si è rivolto con un messaggio alla nazione dal giardino della Casa Bianca mentre, sullo sfondo, si sentivano gli scoppi degli scontri in corso all’esterno tra i dimostranti e le forze dell’ordine:  “Legge e ordine: se non lo garantiscono governatori e sindaci, ci penserò io mobilitando l’esercito federale. Dobbiamo garantire giustizia per l’uccisione di George Floyd, ma non possiamo lasciare il Paese in balia di una massa violenta. La sommossa deve finire. Queste non sono più proteste: questi sono atti di terrorismo. Sconfiggeremo i gruppi “antifa” che istigano alla violenza. L’America è basata sullo stato di diritto: è questa la chiave della nostra prosperità”. 

A Trump, è arrivata una dura risposta da parte del capo della polizia di Houston (Texas). “Se non hai da dire niente di costruttivo, tieni la bocca chiusa”, ha detto Art Acevedo in un’intervista alla Cnn. Alla domanda della giornalista su cosa ha pensato ascoltando le parole di Trump, il poliziotto ha detto: “Lasciami dire una cosa al presidente: così metti a rischio la vita dei giovani, ragazzi poco più che 20enni”. E ha ripetuto: “If you don’t have something to say, keep your mouth shut”.