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Caro Leo Turrini, tu hai capito chi abbia vinto il Gp di Singapore?
“In pista sicuramente Perez. Fuori, boh”.

Perché boh?
“Mentre dialoghiamo il messicano della Red Bull è sotto investigazione per un pasticcio che ha combinato dietro la safety car. In caso di penalizzazione, a tavolino la spunta Leclerc”.

È sempre più la F1 delle carte bollate.
“Eh, è una situazione strana, se pensi che nei Gran Premi l’uso del Var in pista è vecchio di trent’anni! Ma in federazione non hanno imparato ad usare bene le tecnologie, mi sembra evidente”.

Senza contare il Red Bull gate sul tetto alle spese…
“Quella è un’altra storia ancora. Il budget cap dovrebbe essere una cosa seria, con norme chiare e verifiche immediate. Qui abbiamo regole confuse e controlli a buoi già in fuga dalla stalla. C’è un problema generale di credibilità, ecco”.

A parte queste considerazioni, la Ferrari a Singapore come è andata?
“Decorosamente. C’è comunque un doppio podio, anche se rimane il rammarico. Verstappen era dietro e per una volta ha guidato male, era una occasione da cogliere”.

I piloti come sono andati?
“Leclerc ha avuto una partenza infelice, era in pole e lì si è giocato parte della gara, anche se dopo e’ stato bravo. Invece Sainz è andato piano, non ha mai retto il ritmo di Carletto e di Perez. Ma fammi aggiungere una cosa”.
Sentiamo.
“A parte le luci nella notte, dammi un motivo per cui si debba correre a Singapore. Una Montecarlo basta e avanza. La F1 deve stare attenta a non trasformarsi in una versione a 300 all’ora del wrestling”.

Della tua Inter vogliamo dire qualcosa?
“Un bel tacer non fu mai scritto”.

Ma dai.
“Beh, Champions compresa fanno 5 sconfitte su 10 partite! È un record alla rovescia, quello di Inzaghi. Roba che neanche De Boer”.

Lo cacceresti?
“E per metterci chi? Tolte rarissime eccezioni, i cambi in corsa sulla panchina nerazzurra hanno prodotto zero. Certo è preoccupante, non bastassero i risultati, il fatto che Inzaghi dica di aver ritrovato l’Inter migliore contro la Roma. Noi tifosi abbiamo visto evidentemente un’altra partita, ma forse soffriamo tutti di allucinazioni, tranne lui”.

Come se ne esce?
“Non se ne esce”.