31
Caro Leo Turrini, da chi vogliamo cominciare il racconto di una domenica a motori ?
“Da Valentino Rossi”.

Ma dai, manco era in pista per via del Covid.
“Fammi dire. In Spagna è tornato al successo, nella MotoGp, il nostro Franco Morbidelli. Un allievo della Accademia di Vale. Ora, su argomenti molto più seri, si sostiene che in Italia è venuta meno la possibilità di trasmettere il sapere ai più giovani”.

Forse manca anche la volontà.
“Forse. In ogni caso il signor Rossi è andato in controtendenza. Ha creato una scuola e non era tenuto a farlo. Penso sia giusto dargliene atto, ora che non può gareggiare e che viene descritto da tanti come un vecchietto che si ostina a trascinarsi in pista”.

Beh, siamo notoriamente un popolo che ha una relazione difficile con il sentimento della gratitudine.
“Condivido e non da oggi. Già che ci sono, aggiungo che anche Vincenzo Nibali meriterebbe un rispetto diverso. Immagino non sia più in grado di vincere un grande Giro, eppure non ho visto italiani più forti di lui”.

Aspettiamo Ganna.
“È già arrivato! Questo asso della crono diventerà popolarissimo, vedrai. Ha tutto per entrare nel cuore della gente. Vedrai quando stabilirà il record dell’ora!”

A proposito di record: Hamilton lo ignoriamo?
“No, anzi. In Portogallo ha definitivamente staccato Schumi, 92 vittorie a 91. Emotivamente un po’ mi dispiace, Michael è un pezzo della mia vita randagia di cronista. Ma Hamilton è un degno successore. Tra l’altro fra loro ci fu una sorta di staffetta a inizio 2013, quando Schumi smise definitivamente con le corse e il suo posto in Mercedes fu proprio preso da Lewis. Passaggio del testimone tra Fenomeni, sia pure appartenenti a distinte e distanti epoche. Michael era sempre in pista a fare test, allora si poteva. Hamilton è il figlio della F1 del simulatore, di fatto la vettura la guida solo nei week end dei Gran Premi. Ma sono due formidabili esempi di ossessione positiva”.
La Ferrari?
“Dignitosa, per una volta. Quarta e non per grazia ricevuta. Leclerc è un esempio di dedizione. Magari se Crozza, pardon, Binotto lo ascolta, eh, forse a Carletto gliela danno, una macchina competitiva”.

E di calcio cosa possiamo dire?
“Temo poco, sai. Ci illudiamo che sia tutto normale pur sapendo che non è vero. La Juve sta giocando senza CR7, la mia Inter fra derby e Champions aveva sei giocatori fuori, le vicende del Napoli e del Genoa le conosci. Come si fa ad ignorare una situazione del genere?”

Siamo tutti ostaggi del Covid.
“Esatto! Per questo trovo azzardati molti giudizi. Si può valutare la Juve a prescindere da Ronaldo? Non credo proprio. E vale per tutti, nessuno escluso. Il guaio è che la normalità sembra sempre più lontana”.

Intanto c’è Milan-Roma.
“Per la squadra di Pioli è l’occasione per un surplus di autostima. Ma la Roma è più forte di quanto mostrato finora. Non mi stupirei se finisse in un pareggio. Penso anche alla salute del mio amico Boban: dopo averlo mandato via, al Milan hanno fatto tutto quello che suggeriva lui, partendo dalle conferme di Pioli e di Ibra. I rossoneri sono primi in classifica al netto del posticipo e Zvone dove sta? A casa sua in Croazia. Ne deduco che aveva ragione mia nonna”.

E cosa diceva la nonna?
“Nella vita non basta avere ragione prima. Bisogna che qualcuno te la dia, la ragione, in tempo reale...”.