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Caro Leo Turrini, davvero Lewis Hamilton non molla mai…
“Beh, credo che fra sabato e domenica in Brasile abbia fatto più sorpassi che in tutte le gare precedenti della stagione. Merito anche dell’ultima versione del motore Mercedes, ma ovviamente il pilota e’ straordinario”.

Verstappen l’ha presa male.
“Guarda, questo mondiale sai come finirà?”

Sentiamo.
“Al Var! Pure a Interlagos i Duellanti hanno rischiato la collisione. La tensione è altissima, Max e Lewis si detestano e con due macchine non lontane nelle prestazioni, insomma, vedrai che capiterà ancora qualcosa, tipo Silverstone”.

Certo che la F1 è tornata ad essere uno show.
“Non per merito della Ferrari”.

Figuriamoci se non scomodavi la Rossa.
“Beh, di buono c’è che Leclerc e Sainz hanno staccato la McLaren tra i costruttori. Ma la vittoria manca da più di due anni e Hamilton e Verstappen da Maranello li vediamo con il binocolo”.

È stata anche la domenica dell’addio di Rossi.
“Faccio prima a dire che ci manca già, Vale! Del resto è durato più del Duce, ventisei anni di carriera. Ma più del pilota, che pure è stato grandissimo, a me resterà il ricordo del Rossi come fenomeno socioculturale. Penso che, senza magari rendersene conto, Vale sia stato un antidoto contro la rassegnazione per milioni di italiani”.
Dovrebbe essere la stessa cosa per un altro marchigiano illustre, per Mancini con la sua Nazionale.
“Hai fatto bene ad usare il condizionale. Siamo messi male”.

Sul serio?
“Io ho detto prima che la partita con la Svizzera era più importante della eurofinale di Wembley. Figurati quella di Belfast. Solo che…”

Solo che?
“Beh, non siamo più padroni del nostro destino. Dipendiamo anche dal risultato di Svizzera-Bulgaria”.

Temi biscotti tra Berna e Sofia?
“No, ma non dovevamo ridurci così. Pensa che adesso siamo tutti qui a rimpiangere Immobile, che prima era il capro espiatorio azzurro per definizione”.

Come va a finire?
“Se mettiamo il mio conterraneo Berardi dall’inizio magari bene…”

Daniela Bertoni