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Caro Leo Turrini, ben ritrovato in questo ameno luogo. A chi dedichiamo il primo pensiero?
“Ad Alex Zanardi, naturalmente. Ci conosciamo da quando eravamo ragazzi, io cronista emiliano nei box della Formula Uno e lui emilianissimo aspirante pilota che sognava un giorno di guidare la Ferrari da Gran Premio. Non ci è riuscito, ma in compenso ha contribuito e ancora contribuisce alla migliore idea d’Italia che si possa avere. Vedi, io credo che Alex sia il testimonial perfetto del Paese che vorremmo. Lui è un personaggio evangelico, nel senso che ha centuplicato i talenti che ha ricevuto. Non so come finirà l’Odissea che sta affrontando, ma so che la sua figura è una delle poche in grado di unire una nazione litigiosamente divisa come la nostra, dalla politica al pallone”.

E forse non è vero che dalla pandemia siamo usciti migliori.
“No, ma era una illusione pensarlo. Poi, certo, possiamo persino considerare un ritorno alla normalità il fatto che ci si accapigli su un rigore o su un fuorigioco. Magari sarebbe gradito un filo di ironia in più da parte di tutti, ma per tanti notoriamente Ironia è una regione montuosa della Bulgaria e quindi amen”.

Dopo il calcio, sta per tornare anche la tua Formula Uno.
“Sì’ e per piloti e macchine l’impatto con le porte chiuse sarà meno significativo sul piano dei risultati. Nel pallone parlare di fattore campo aveva un senso, nelle corse no, centomila tifosi non aiutavano per niente la Ferrari a vincere a Monza. In assoluto, il dopo virus non dovrebbe avere effetti sugli esiti delle competizioni”.

Quindi la spunterà ancora la Mercedes.
“La Mercedes è come la Juventus nella nostra serie A. Ha l’organizzazione migliore, la struttura più efficiente, il campione più forte. Non vedo perché dovrebbe perdere”.

Magari Lotito non sarà d’accordo.
“Al suo posto non sarei d’accordo nemmeno io ma al netto della Coppa Italia tu spiegami come fa la Juve vista dopo a farsi rimontare quattro punti. Comunque sarà una bella volata e la Lazio mi fa venire in mente la Red Bull. Ha la freschezza mentale della sfidante e in un certo senso non ha nulla da perdere. Però, volendo insistere con il giochino dei paralleli, è più facile che Verstappen batta Hamilton piuttosto che Inzaghi batta Sarri”.
Qualcuno sospetta che Lewis possa essere distratto dall’impegno nella lotta contro la discriminazione razziale.
“Lo escludo. Hamilton si sta esponendo tantissimo in una battaglia sacrosanta e la Mercedes ha fatto benissimo ad affiancarlo, dipingendo di nero la monoposto. Così come mi era piaciuta la scritta Black Lives Matter sulle maglie dei calciatori della Premier League. Del resto da parecchi anni gli assi del pallone animano la campagna UEFA contro il razzismo. La cosa triste, della quale uno come Hamilton è ben consapevole!, è che nemmeno la loro buona volontà ha allontanato gli imbecilli dagli stadi. Ma è giusto insistere. Io sto con Hamilton, non certo il neo paparino Bernie Ecclestone. Sapendo che la strada da percorrere è ancora lunga”.

Pare lunga anche la strada della tua Ferrari verso il mondiale.
“Ah, la Ferrari è come la mia Inter. Vinceranno l’anno prossimo”.

Ma dai.
“Beh, Conte in pratica fin qui ha fatto lo stesso cammino della Juve, solo che ha perso meritatamente i due scontri diretti e non è una differenza da poco! Metti due pareggi e sei in bilico. Ma è come dire che se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carriola, eh”.

Speriamo non sia una carriola la Rossa.
“A Maranello sono molto prudenti. Temo un avvio in salita e poi ti assicuro che l’interista Binotto farà fatica a gestire i separati in casa Vettel e Leclerc. Altro che CR7 e Dybala. Ma ne riparleremo”.

di Daniela Bertoni