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Caro Leo Turrini, buona la prima per l’Italia lì a Tokyo...
“Hai ragione, come cantava Vasco Rossi non siamo mica gli americani”.

Prego?
“Sì, per la prima volta nella storia recente dei Giochi gli Stati Uniti non hanno toccato palla nel day One. Noi abbiamo già due medaglie, grazie all’argento di Samele nella scherma e all’oro del nostro Ibra del taekwondo, il giovanissimo Dell’Aquila”.

Te le aspettavi?
“Ah, io sono come Ibra. So tutto di taekwondo”.

Ma smettila.
“Fidati. Come ho già raccontato in questo ameno sito, gli amici giapponesi ci stanno facendo impazzire. Pensa che non basta più avere l’accredito per andare a seguire gli eventi dal vivo. Devi rispettosamente formulare domanda e i samurai ti fanno sapere dove ti concederanno di accedere. Questo per evitare assembramenti. Sia chiaro, fanno bene, la situazione del virus è quella che è. Ma io ogni sera debbo azzardare, scommettere. Dunque, mi ha salvato Bruce Lee”.
Cosa c’entra Bruce Lee, adesso?
“Il padre di Dell’Aquila era un fan del mitico attore. Così ha spedito il figlio Vito a studiare arti marziali, perché superasse la timidezza. Uno comincia così e finisce sul podio olimpico. Io mi sono ricordato del vecchio Bruce e ho messo piede alla Makuhari Messe Hall per le gare di taekwondo. Questo Dell’Aquila sembrava Ibrahimovic, che come sai di arti marziali ne mastica. Sai cosa mi dispiace?”

Sentiamo.
“Che questi fantastici ragazzi italiani, Samele e Dell’Aquila, non abbiano avuto il contorno che meritavano. È un peccato, ma non si poteva fare diversamente”.

Comunque coi piedi noi italiani stiamo proprio vivendo una estate speciale.

“Hai ragione. Questo Dell’Aquila ha la stessa faccia dei ragazzi del Mancio, anche se mai guadagnerà come loro. E poi è bello che stiano insieme nella festa la scherma, miniera storica del nostro sport, e il taekwondo, che è una roba molto innovativa. È già l’Italia del Recovery Plan, quella di Tokyo. Tradizione e sperimentazione, insieme “.