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Caro Leo Turrini, cosa possiamo suggerire ai ferraristi dopo la sconfitta di Imola?
“Raccomando di rosicare con gran dignità. Ma senza disperare. Anche se l’errore finale di Carletto ha trasformato una domenica difficile in un disastro”.

Tradotto?
“Sapevamo che la Red Bull è forte e Verstappen è un fenomeno. Ma a Imola i piloti del Cavallino purtroppo lo hanno aiutato”.

Leclerc ha esagerato?
“Eh, ovviamente è senno di poi. Ma Carletto doveva usare la testa, accontentarsi del gradino più basso del podio”.

Non ha corso alla Lauda, il nostro Leclerc.
“Esatto! Il ragazzo ha buttato via punti preziosi. E Sainz nemmeno ha percorso un chilometro”.

Comunque la Red Bull ne aveva di più.
“Ci sta. Se posso permettermi, bisogna entrare nell’ordine di idee che questo mondiale sarà un estenuante corpo a corpo”.

L’olandese ha persino doppiato Lewis Hamilton.
“Ormai al sette volte campione del mondo si addice una canzone di Ricciardo Cocciante”.
Prego?
“Bello senz’anima. Che pena ci fa! Rimane un grandissimo, ci mancherebbe. Ma la Mercedes gli ha affidato una carriola e lui la guida come Alberto Sordi nel film il Tassinaro”.

Torniamo alla Ferrari. Reagirà?
“Sicuramente, la macchina è buona. Lo era e lo resta. Mi ripeto: servirà tanta pazienza”.

Beh, se non altro la volata scudetto si risolverà prima.
“Ah, da interista ho ricominciato a sperarci ma come per Verstappen e Leclerc vale sempre il motto di un famoso ingegnere del Novecento”.

Chi era?
“Giovanni Trapattoni. Non dire gatto finché non l’hai chiuso nel sacco…”

di Daniela Bertoni