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Caro Leo Turrini, possiamo partire dalla domanda delle cento pistole?
“Spara”.

Come mai gli Agnelli Elkann hanno cacciato dalla Juve Sarri, che pure ha vinto lo scudetto, e invece in Ferrari si tengono Mattia Binotto, che non vince manco a briscola?
“La risposta politicamente corretta è che calcio e Formula Uno sono realtà non comparabili, sono mondi distinti e distanti. Invece la risposta schietta è che a Maranello non hanno un Cristiano Ronaldo. Anche se Leclerc un poco gli somiglia, il quarto posto nel bis di Silverstone è un’altra perla di Carletto, anche se per battere finalmente la Mercedes c’è voluto Verstappen”.

Su Ronaldo conviene spiegare meglio, credo.
“Allora, due anni fa, dopo il settimo scudetto consecutivo, Andrea Agnelli ha realizzato un colpo mediatico straordinario. Ha preso CR7, uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi. Lasciamo stare l’elemento finanziario, ai tifosi non interessa il peso dell’investimento, è roba per analisti di Borsa. Al popolo, ovunque, piacciono i risultati. E qui casca l’asino”.

In che senso?
“Ronaldo non ha smesso di essere un Fenomeno, lo dicono i numeri, i gol, l’ha detto persino la sciagurata partita con il Lione. Ma da quando veste bianconero, in campo la Juve vince meno. Scudetti a parte, che già conquistava con Mandzukic e Higuain, ha perso la Coppa Italia due volte di seguito. E in Champions è uscita una volta ai quarti e una volta agli ottavi, contro la settima classificata nel campionato francese, un club che in sei mesi aveva disputato una partita sola, la finale della Coppa di Lega con il Psg. Tutto questo con Cristiano Ronaldo in più. È inutile girarci attorno, è un flop”.

Quindi hanno fatto bene ad esonerare Sarri?
“Un attimo. Non dimenticare che dodici mesi fa la Juve ha liquidato Allegri, che pure due finali europee era arrivato a giocarle. Con Pirlo, fanno tre mister in meno di un anno e mezzo. Un po’ tanti, per un club che in Italia vince sempre”.

Riassumo: CR7, non per colpa sua, non ha portato i risultati sperati e il conto viene presentato agli allenatori.
“Esatto. Quando forse il problema, al di là della ossessione europea, sta nel calo della squadra. Che ha Ronaldo, ma in finale di Champions non ci arriva più. Quindi forse ci sarebbe da ragionare sulle altre scelte di mercato, no? Ma si fa prima a cambiare il timoniere piuttosto che gli ammiragli. Aggiungo che sentire Bonucci dire in televisione che tanto lo scudetto era l’obiettivo principale della stagione, dai, è una botta in testa ai tifosi già depressi. Sarebbe interessante conoscere il parere di CR7, su quella frase del difensore”.

Secondo te Sarri come esce da questa vicenda?
“Senti, al netto del disastro Champions il nono scudetto consecutivo è qualcosa di enorme. Pensa a noi interisti, ai milanisti, ai napoletani, ai romanisti: ce ne basterebbe uno! Però, per risponderti su Sarri, se sei ateo non vai a predicare in chiesa. Sarri alla Juve era un trapianto di cuore, c’è stato una crisi di rigetto e non è stata governata.  Non ha capito la squadra, la squadra non ha capito lui, vedi anche le reazioni gelide all’esonero. Accadde la stessa cosa a Lippi, quando andò ad allenare l’Inter. Solo che Lippi arrivò quarto e invece Sarri ha vinto il campionato, anche se temo nessuno si ricorderà di lui, almeno a Torino”.
E Pirlo?
“Operazione Zidane al Real, qui si copia. Andrea Agnelli, che come tu sai io vedrei benissimo alla presidenza della Ferrari, vuole dimostrare che può vincere anche con un allenatore al debutto assoluto. Pirlo è un uomo intelligente e lo aiuteranno. Sarri doveva aiutarsi da solo e hai visto come è finita”.

Adesso torniamo al punto di partenza: perché la stessa proprietà a Maranello non tocca Binotto, che incassa solo sconfitte nei GP?
“Appunto perché non c’è un Cristiano Ronaldo in Ferrari. Non hai un numero uno assoluto in squadra. Forse lo diventerà Leclerc, ma non ci sono figure top tra progettisti, ingegneri, motoristi. Quindi non puoi pretendere di vincere tutto. La Juve di CR7 ha quella pretesa lì, ergo sono diverse le aspettative anche se essere ferraristi oggi significa essere masochisti”.

Cosa hai capito della storia della Racing Point?
“Sembra la saga di Star Wars, capitolo la Guerra dei Cloni. Questo Stroll che si è comprato pure la Aston Martin è ricchissimo, con i soldi ha copiato la Mercedes, che è stata ben contenta di farsi copiare, giusto per infliggere una ulteriore umiliazione alla Ferrari. Sai quanto sanno essere antipatici gli anglotedeschi, se ci si mettono. Solo che questa è una mezza porcheria, i nostri Rossi si sono incavolati e hanno sfoderato lo spadone laser di Skywalker, ma qui l’arbitro è il francese Jean Todt, che da bravo ex ferrarista dal dente avvelenato alla fine non punirà mai sul serio la Freccia Nera. E noi, da bravi masochisti, continueremo a perdere”.

Ho capito. Non mi hai detto niente sull’Inter.
“Sappi solo che il Bayer Leverkusen vale due volte il Lione. Ti basta come avvertimento?”

Pensi che Conte tornerà ad esternare alla sua maniera?
“Conte è un grande. In panchina e anche come istrione. A me poi ricorda Adriano Celentano quando lo misero a condurre Fantastico, il sacro varietà Rai del sabato sera. Io ero giovane e impazzivo: ogni volta che il Molleggiato si avvicinava al microfono, non sapevi mai cosa avrebbe detto, con chi se la sarebbe presa. Conte, uguale: è il nostro ragazzo della via Gluck nerazzurra!”.

di Daniela Bertoni