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Anche Fiorentina e Parma sull'allenatore toscano. Tentazione Allegri: il Milan ci pensa, il Toro ci prova. Galliani: "In panchina un milanista, lui lo è stato". Ma oggi l'ex tecnico del Cagliari incontrerà il ds granata Petrachi. Massimiliano Allegri è un allenatore ricercato e concupito: col Cagliari ha fatto miracoli e dopo l’esonero del Cellino furioso le possibilità di sbarcare in una grande piazza aumentano giorno dopo giorno. Se la Fiorentina lo tiene sotto osservazione in caso di addio di Prandelli e il Parma sta ragionando come potenziale successore di Guidolin, nell’elenco delle pretendenti figura anche il Toro in caso di serie A e adesso il Milan che deve sciogliere i nodi del dopo-Leonardo. Ieri Adriano Galliani, dalla sede della Lega Calcio, ha inserito d’ufficio il nome di Allegri nella lista dei possibili allenatori rossoneri: «Ho sempre detto il Milan ai milanisti ed anche lui è un milanista, perché ha fatto una tournée con noi». Correva l’anno 1994 e l'allora centrocampista del Cagliari (guarda le coincidenze...) disputò una serie di amichevoli negli Stati Uniti col Milan allenato da Fabio Capello. La battuta di Galliani conferma l'antica regola rossonera, ma sembra quasi rappresentare una cortina fumogena sulla scelta del nuovo tecnico. In pole position ci sono sempre Galli e Tassotti, ma la candidatura di Allegri è in rialzo. Alla fine, come sempre, deciderà Silvio Berlusconi che pare non esser troppo convinto del livornese (lo vede simile a Leonardo come scelta intermedia) e così dovrà stabilire se puntare sulla soluzione interna o su un allenatore di caratura internazionale. Svanita l’ipotesi Van Basten, il nome del potenziale «milanista al Milan» è quello di Frank Rijkaard: l’olandese non ha ancora esercitato l’opzione per il rinnovo con i turchi del Galatasaray e potrebbe giocarsi la carta serie A con i rossoneri. I tempi stringono e il valzer delle panchine prosegue con un ritmo sempre più alto. Chi vorrebbe agire, ma è vincolato al risultato della stagione agli sgoccioli è il Torino. Inutile nascondere le differenze (non solo a livello economico) tra una serie A ritrovata e una serie B confermata, ma in questi giorni il presidente Cairo e il diesse Petrachi stanno portando avanti sondaggi e idee. Anche perché l’era Colantuono può definirsi già conclusa in qualunque caso e il tecnico romano spera di andare all'Atalanta. «Sono rimasto molto legato all'Atalanta - ha spiegato a bergamonews -, ma per ora non c’è stato nessun contatto. Non sto ancora pensando al mio futuro e non è giusto parlarne ora, anche se a Bergamo ho avuto l’esperienza più importante e positiva della mia carriera». Al Toro, quindi, serve un allenatore per la prossima stagione. Nella malaugurata ipotesi di una permanenza tra i cadetti, l’uomo nuovo sarà Franco Lerda che sta compiendo prodezze col Crotone. In caso di promozione, invece, si aprono piste affascinanti. Il sogno è di ingaggiare proprio Allegri, che sabato scorso era a vedere Sassuolo-Torino a Modena. I granata hanno chance solo se dovesse saltare il mosaico delle panchine, ma si sono portati avanti. Oggi Petrachi incontrerà Allegri per una visita di cortesia. Il tecnico vorrà capire le intenzioni e le prospettive del Toro, mentre il club granata cercherà di capire le esigenze di un tecnico che chiede un buon ingaggio (almeno un biennale da 850 mila euro), ma deve ancora liberarsi dal Cagliari (e Cellino in questo è un osso duro). Il Toro pondera tutto ed allo stesso tempo cerca alternative. In caso di no di Allegri, Cairo punterebbe con forza su Marco Giampaolo. L’ex tecnico del Siena stava per essere ingaggiato la scorsa estate, ma poi prevalse la linea Colantuono grazie alla spinta di Foschi. Ora gli ostacoli sono superati e visto che Giampaolo non andrà ad Udine (Pozzo ha scelto Guidolin) e rischia di restare fuori dai club di A, la tentazione di dire sì al Toro anche in caso di serie B è forte.