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Chi più e chi meno, tutti abbiamo una squadra di "riserva" nel nostro cuore di calciofili e di sportivi. Le ragioni possono essere le più differenti. Il colore di una maglia come quella della Sampdoria, la simpatia per chi non se la tira come il Sassuolo, la presenza in panchina di un uomo speciale come Mihajlovic, tecnico del Bologna. E' sempre riservata a loro l'attenzione del risultato successivo dopo quello ottenuto dalla nostra custode della passione ufficiale. 

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Quest’anno, più che mai, il titolo di "seconda squadra" credo debba essere assegnato all'Atalanta di Gasperini sia per ragioni squisitamente agonistiche e sia per motivi molto più ampi. I giocatori della Dea, il Papu Gomez in testa, hanno blindato la loro partecipazione alla Champions del prossimo anno e viaggiano in campionato con la potenza di un rullo compressore. Non vi è dubbio che il tecnico piemontese ha saputo miscelare gli ingredienti della professionalità e dell'inventiva con l'abilità dell'alchimista. I suoi ragazzi lo seguono e si specchiano in lui. Il popolo bergamasco va fiero del suo gioiello calcistico. 

Ora i confini si allargano e l'Atalanta, con pieno merito, tenterà di replicare se stesa anche a spasso per l'Europa dove nessuno potrà evitare di legare il suo nome alla città italiana che, con la sua provincia, ha subito in modo tremendo le avversità della pandemia mondiale. Quei furgoni militari carichi di bare che sfilavano nella notte per le vie della città rappresenteranno per sempre l'immagine simbolo di un dramma epocale. 
Ecco perché, al di là di ciascuna convinzione campanilistica personale in fatto di pallone, l'Atalanta ha fatto breccia nel cuore di tutti gli italiani trovando in esso uno spazio di privilegio alimentato dalla simpatia e dall'orgoglio. La Dea che viaggerà per l'Europa sarà la bandiera del nostro Paese.