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Vendere per poi comprare. Questa frase sta diventando un leit motiv in una finestra di mercato pesantemente condizionata dallo stato di crisi economica generato dall'emergenza Covid-19. E per alcuni club come l'Inter, che ha registrato una perdita di ben 100 milioni di euro nell'ultimo bilancio, diventa un imperativo categorico. Nonostante questo, Antonio Conte ha avuto in dote uno dei migliori esterni destri nel panorama europeo come Hakimi, un giocatore di grande esperienza, carisma e duttilità come Kolarov e presto sarà accontentato su Vidal. Poi inizierà una seconda fase, quella più complicata per Beppe Marotta e Piero Ausilio, costretti a fare cassa e ad abbassare sensibilmente i costi per fare spazio agli ultimi tasselli richiesti dall'allenatore.
TUTTI SUL MERCATO - Non esistono incedibili, o quasi. Si parte da questo assioma per comprendere al meglio la strategia dell'Inter sul mercato in uscita: al di là di situazioni estemporanee come quella che porterà all'addio di Diego Godin in direzione Cagliari - i nerazzurri si libereranno di un ingaggio che al netto sarebbe pesato per quasi 12 milioni di euro - alla cifra giusta viene considerata sacrificabile la gran parte dei componenti dell'attuale organico. Non mancano i nomi eccellenti, da Skriniar a Brozovic finendo ovviamente con Eriksen. E a ruota vengono i vari Dalbert, Gagliardini, Joao Mario e Vecino, i cui addii servono per sbloccare affari ad oggi congelati come Marcos Alonso e Kanté. Ci sono poi le situazioni in evoluzione di Ivan Perisic e Radja Nainggolan, rientrati dai rispettivi prestiti e di cui l'Inter si priverà senza fare sconti. Se così non fosse, tanto il croato quanto il belga si candidano al ruolo di jolly.
 
GLI INTOCCABILI - Una situazione fluida e in continua evoluzione, che non riguarderà tuttavia - salvo clamorosi colpi di scena - quattro calciatori ritenuti irrinunciabili da Conte. Alessadro Bastoni, Nicolò Barella e Romelu Lukaku sono delle scommesse vinte a mani basse dall'allenatore salentino, che ha spinto fortemente sulla conferma del primo (preferendolo spesso e volentieri a un giocatore più affermato come Godin) e ha preteso gli acquisti degli altri due. A questo gruppetto si aggiunge poi Stefan de Vrij, richiesto a più riprese da importanti formazioni europee - tra cui il Barcellona - ma che Conte ritiene come il migliore degli interpreti possibili per la sua difesa a tre. Tutti sul mercato dunque, o quasi, perché anche nel primo mercato post-Covid l'Inter ha ben chiari i suoi punti fermi.