289
Siamo solo a ottobre. Ma alla seconda sosta del campionato ecco che una prima (tra le tante) scommesse di Maurizio Sarri sembra già vinta: quella legata a Miralem Pjanic. Non è solo una questione di numeri, di quei 150 palloni da toccare a partita. Palla più, palla meno, il bosniaco è completamente al centro del progetto tattico di questa Juve: pure nella magnifica azione che ha portato al gol di Gonzalo Higuain contro l'Inter lo si può vedere, 24 passaggi e ben cinque volte la palla transita dai piedi di Pjanic, sempre cercato e sempre pronto a verticalizzare appena possibile. Numeri. Ne incrocia tanti anche il Cies, che attraverso i propri algoritmi ha emesso un verdetto mica da ridere: nell'ultimo mese, Pjanic, è il giocatore dal rendimento più alto di tutta Europa.

AL TOP - “Sono in club tra i migliori al mondo e anche io voglio essere tra i migliori al mondo”. Così Pjanic parlava alla vigilia di Juventus-Bayer Leverkusen. Detto, fatto. La crescita di Pjanic è evidente, non è solo una questione di numeri, ma di sostanza. Di consapevolezza. Non che con Max Allegri fosse ai margini, anzi tra i titolarissimi c'è sempre stato lui ed è stato il tecnico bianconero ad averlo convinto ad abbassare il proprio raggio d'azione. Con Sarri però sembra tutto nuovo, anche ciò che forse non lo è. Cambia il modo di giocare, prima si allargava ora si verticalizza, ma non è solo questo. Ciò che è appare ormai una certezza è la maturazione di Pjanic sotto ogni punto di vista, se l'impressione sposa i numeri dubbi non ce ne sono più: il bosniaco è tra i top al mondo. E per un mese, il numero uno.