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L'Udinese fa sua la Copa Baiona, un risultato che dà morale e prestigio. Calcio d’estate però, e non va scordato per non rimanere abbagliati. L’OM battuto in finale era pieno zeppo di seconde linee: non è per sminuire i ragazzi di Guidolin, ma bisogna guardare a tutti i particolari. Le amichevoli servono a questo e soprattutto a oliare meccanismi e gioco.
Quello offerto ieri dalla compagine bianconera è stato calcio compatto, con attenzione alla fase difensiva (dove sono state fatti alcuni errori specie nella ripresa), con un 4-4-1-1 che sa di esperimento estivo visto che alcuni titolari non c’erano.


Premesso questo l’Udinese vista c’è: Doubai non è giocatore da ambientare e sgrezzare (come Sissoko), però è diverso da Inler e a volte mostra che pensa al compito datogli per non sfigurare senza ostentare il necessario coraggio di proporsi. Nulla di grave, ma si deve pensare all’immediato oltre che al futuro. In fondo oramai è davvero questione di tre settimane prima di dover pensare al preliminare Champions. Per quella volta ci dovrebbe essere l’attaccante promesso da Pozzo, una pedina essenziale perché il bravo Abdi non è punta e non potrà diventarlo, lasciando così solo Di Natale a fare miracoli che non sempre possono essergli chiesti.

Il nome che circola in questi giorni è quello di Dos Santos, che necessiterà di tempo per capire dove arriva, e soprattutto per dimostrare che non è solo un uomo da nazionale sempre scaricato dai club dove ha giocato senza lasciare peraltro segni di nessun tipo. Non vorremmo che sia sopravvalutato e lo spaccino come colpaccio perché visto il curriculum lo è stato solo quando arrivato al Barcellona, che non lo avrebbe svenduto se fosse stato un campione. Per questo il suo nome è ancora da verificare: il mister X che deve arrivare è impossibile che somigli a Sanchez, ma deve essere una seconda punta di movimento, che sa far alzare la squadra tenendo palla quando serve e conquistando falli tattici. Insomma un vertice avanzato che dia respiro a Di Natale. Nomi fatti tanti per ora. Ma nessuno ancora arrivato.

Tornando al test match francese l’Udinese mostra le note migliori in Surraco che però dovrebbe andare in prestito e Basta che farà riserva a Isla. Il bicchiere rimane ancora a metà in attesa di capire che rosa avrà a disposizione Guidolin. Per ora appare scarna come quantità. In mezzo serve un uomo d’ordine d’esperienza: Asamoah e gli africani, non dimentichiamolo andranno via in un mese strategico per la Coppa d’Africa. Qui si inizia a pensare al lungo termine, ma è impossibile non farlo. Per questo il successo francese dà spinta e morale, ma non cancella i dubbi sulle scelte fatte per adesso dalla società.

Anche in difesa del resto è da fare questo discorso. Partirà a gennaio per la Coppa Africana Benatia, pezzo da novanta, e un sostituto vero non c’è. Inoltre Danilo sembra la copia di Zapata con meno esperienza in Italia dove la furbizia avversaria ti frega in un istante se ti addormenti. Dall’altra parte Domizzi: qualcuno fa trapelare che, forse, potrebbe anche andare a Siena. Per ora ci risulta siano solo speculazioni giornalistiche, anche perché perdere anche lui sarebbe davvero emulare gli errori fatti nella prima qualificazione Champions dove l’avidità di vendere ha fatto rischiare alla squadra di tracollare.

Guidolin non è Cosmi e forse tanti si rilassano su questo aspetto: non chiedete ai santi sempre miracoli. Anche loro si stancano. Lui stesso ha manifestato preoccupazione in vista della stagione che non è né preliminare né calcio estivo.
Specie se fosse l’attesa, auspicata, sognata Champions: questa porta via energie mentali, fisiche e deconcentra anche le grandi del campionato esperte nel giocarla. Però è inevitabile ed è normale che sia così. Il campionato però non perdona: guai a pensare che ci sono tante squadre più deboli. La Samp deve essere sempre lì come monito. In molti toccheranno legno, ma c’è il rischio concreto di fare errori dovuti all’entusiasmo che ci si porta dietro dalla passata stagione.
Non dimentichiamoci che l’asse centrale se n’è andato: non erano pezzi qualunque e Doubai & C se in prospettiva hanno dimostrato di saperci fare non è detto che lo facciano quando i punti valgono.
le amichevoli del resto sono state giocate a ritmi abbastanza pachidermici ancora. Quando la velocità, la malizia, la cattiveria agonistica sarà piatto del giorno questa squadra, a nostro avviso, necessita urgentemente di innesti.
Anche se l’impalcatura, l’impegno, la voglia di emergere mostrati sono un dato eccellente. Come dire: Guidolin e i suoi stanno dando il massimo. La società sta facendo lo stesso dopo aver pensato alle cessioni? Abbiamo fiducia perché ha (quasi) sempre dimostrato di aver ragione, ma non dimentichiamoci anche gli errori passati. Solo due anni fa la squadra si è salvata alla penultima giornata. L’anno scorso il miracolo inatteso e gran parte merito del tecnico di Castelfranco. Dicendo quello che si pensa, se fosse arrivato un altro allenatore non sappiamo se oggi staremmo qui a chiedere rinforzi per un campionato con tre competizioni. Ma, come detto, ai santi come lui e Di Natale non si possono chiedere miracoli ogni anno. Totò ha la magia nel piede, ma come sempre, umanamente, ci si chiede quanto potrà fare da solo là davanti.