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Sognando la corona di re d'inverno: nessuno lo dirà mai nello spogliatoio dove, immancabile, regna la scritta sulla lavagna "meno 5". Che non è la temperatura notturna di Udine, ma quanto manca alla salvezza per chi non lo sapesse. In fondo hanno ragione loro. Le case vanno costruite mattone dopo mattone, e a questo punto, anche se nessuno lo dir. tra parentesi ci sarà scritto "meno 5 a quota 40 da chiudere nel girone d'andata". Un'impresa mai riuscita al club friulano, nemmeno con Zac ter, con Spalletti quater o con il povero Ferrari che aveva  il nome di una fuoriserie e una squadra con marchio del "cavallino", ma che non seppe gestirla al meglio.

Serviva uno come Guidolin per frlo: uno che finita la gara col Cesena finalmente sorride, ma dura poco. A Casa, scommettiamo era già che studiava il Genoa. Lo hanno detto anhe i suoi ragazzi. E' fatto così, ma la cosa bella è che ha trasmesso la sua idea di calcio frenetico in campo e fuori anche ai suoi.

Sì, perché chi ha visto il secondo tempo contro il Cesena (il primo non è stato un granché perché si è sprecato troppo), può descriverlo con un aggettivo: frenetico, per l'appunto. Questa Udinese sembra non stancarsi mai, corre molto di più specie nei secondi tempi e il merito se ci permettete è di Bordon, ma anche di quell'Artico, vice di De Biasi, che ha rimesso in piedi una squadra che stava precipitando in B. Oggi c'è ancora chi dice che il merito è stato del tecnico siciliano, noi siamo coerenti e diciamo che i frutti raccolti dsal lavoro atletico di Artico sarebbero stati colti anche da De Biasi. Acqua passata, ma il destino vuole che il prossimo avversario sia proprio il Genoa di Marino.

Scherzo del destino, ma soprattutto grosso ostacolo. Chissà perché (ricordate il Parma dell'anno scorso?), quando gioca contro l'Udinese sembra si giochi la Coppa del Mondo. Evidentemente non l'ha presa bene l'essere allontanato nonostante un contratto fino al 2012. Chi si ricorda Parma-Udinese della scorsa stagione si ricorderà i festeggiamenti a fine gara dei gialloblù, come se avessero compiuto chissà che impresa, visto che l'Udinese di allora non era ancora decollata. Questo per dire che domenica prossima ci sarà l'ostacolo più difficile nel raggiungimento di quella quota 40 tanto agognata.

Però con questa Udinese tutto è fattibile: certo che il 2012 deve confermare i progressi visti nel finale dell'anno passato fuori casa. Guai a farsi venire il mal di pancia perchè i gioca fuori dalle mura amiche.

Ancora 6 punti: sono fattibili? Sulla carta sì, e visto che i grossi media parlano ancora di corsa a due per il titolo, crediamo che un certo giramento di zebedei sta avvenendo in casa bianconera sia tra i giocatori sia tra i tifosi. Bene! Il frullamento il più delle volte provoca quella rabbia agonistica che contro Gilardino & C sarà essenziale.

Anche perché la carica deve sopperire a due assenze importantissime: Benatia e Asamoah, che hanno salutato e fatto le valigie per l'Africa. Appuntamento a fra un mese. IL Ghanese a cui abbiamo chiesto se è consapevole che quando tornano dalla Coppa poi, solitamente, rendono meno è stato chiaro: "l'esperienza insegna. Due anni fa ho fatto l'errore di non sapermi gestire e quando sono tornato ho pagato dazio. Oggi non succederà, so come gestirmi al meglio per il bene dell'Udinese".

Riamane il fatto che se Benatia può essere sostituito magistralmente da Ferronetti, per il ghanese c'è qualche problema. Fernandes, statistiche alla mano, nel Chievo ha giocato sul centro sinistra, qui deve giocare sul centro destra. I ribaltoni, in Italia, sono di casa e con Guidolin un difensore prima o poi, per necessità, si adatta anche a giocare d rifinitore. Ricordiamo una batuta di Ferronetti dopo la gar con la Lazio: "ho giocato a destra, a sinistra, in mezzo. A un certo punto, scherzando, ho chiesto al mister se servio anche davanti!". E questo lo spirito bianconero. Scanzonato ma serio, rabbioso ma razionale. Però Asamoah mista il 70% dei palloni di media. Col Cesena Pinzi ha fatto meglio: forse una coincidenza, forse una prova generale. Un allenamento in vista del futuro?

Di certo dal mercato serve ancora qualcosa: i nomi fatti sembrano scemarsi, ma il gioco è anche questo. Far calare i prezzi e piazzare poi il colpo al momento giusto. Rimane il fatto che l'Udinese non può attendere per il mediano il 31 gennaio, quindi tra Pazienza, Carmona, Marchionni (laterale che può adattarsi anche a giocare nel mezzo) o un nome top secret qualcosa, siamo certi, arriverà.

Non partirà, invece Floro. Ieri Paolo Palermo era al "Friuli". Il chiarimento con Pozzo è durato una mezz'ora abbondante. Da come ha giocato il napoletano tutto sembra essere rientrato. Il bene comune viene prima di quello personale. Del resto anche per Guidolin "il nome che hai dietro alla maglia conta nulla rispetto al simbolo che porti davanti".

A giugno, poi, se ne riparlerà, questo è certo. Ma intanto il titolo d'inverno è il primo obiettivo. Anzi, pardòn, i 40 punti sono il primo obiettivo. Poi con una media simile, assenze e forma permettendo, se il ritorno sarà come l'andata....A voi la conclusione. Non siamo i fratelli Grimm e l'Udinese non è l'incantevole strega, ma una principessa in attesa di diventare regina.