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Non è un fan club, o più esattamente non è solo un fan club, ma anche un gruppo di sostegno, conforto e senza esagerare di amici quello che porta il nome di Pepito. Un miscuglio yankee-fiorentino che non venera il divo (Rossi qui sorriderebbe: macché divo), ma piuttosto ci scherza insieme, va al ristorante, incrocia le opinioni anche su altri temi. Gente particolare. La presidentessa si chiama Diana Santi, è fiorentina ma vive a New York. A lei proprio non si può dire che le donne non conoscono le regola del fuorigioco: Diana ha giocato a calcio nell’Acf Firenze e scherza sul proprio tocco di sinistro, che non è come quello di Pepito, ma insomma quasi. Il calcio davvero è una scusa, perché il club è nato a New York come terapia di aiuto per Giuseppe durante l’immersione in uno dei suoi tanti recuperi per gli infortuni al ginocchio. Racconta Diana: "Un’amica si allenava nella stessa palestra e così sono riuscita e entrare in contatto con Pepito. Tutto abbastanza casuale. Ma quello che è nato dopo è stato fantastico: abbiamo conociuto un top player che proprio non se la tira mai, è un ragazzo normalissimo, condivide con noi tanti momenti della sua vita". Il club ha circa 100 iscritti e si riunisce alla pizzera Ribalta, il covo del calcio a New York scherza Diana. Tante le iniziative per stare insieme. La prossima sarà qui a Firenze: domenica prossima Pepito inviterà a cena tutti i soci del suo fan club in un ristorante di via Palazzuolo. Non solo quelli vecchi, ma anche chi si iscriverà da oggi in poi sul sito www.fanclubgiusepperossiny.com. «C’è una cifra d’ingresso una tantum - chiarisce Diana al quotidiano La Nazione, edizione di Firenze - Trenta dollari che servono per coprire in parte le spese di gestione del sito e danno diritto comunque ad alcuni gadget, più la possibilità di accedere all’area personale con materiale inedito su Pepito». Buona visione (e buon appetito).