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Il tecnico dell'Udinese Francesco Guidolin, intervenuto ai microfoni di Lady Radio, parla del prossimo match tra i friulani e la Fiorentina, e traccia un bilancio su questo campionato della formazione bianconera. 'La squadra sta bene, abbiamo tutta la settimana per preparare la gara di Firenze, ma abbiamo ancora defezioni in un momento decisivo del campionato - spiega Guidolin -. Dall'ultima sosta delle Nazionali sono tornati giocatori con acciacchi, nell'ultimo periodo non abbiamo mai schierato la formazione che ha fatto gran parte del campionato. Ci siamo però sempre disimpegnati bene, come a Napoli. Con il Parma la battuta d'arresto era normale, avendo corso tantissimo e recuperato tantissimo. Stiamo ancora bene, ma sarà un cammino durissimo da qui a fine campionato. Si può arrivare lontano con le idee e la progettazione come accade a Udine, ed è successo anche alla Fiorentina per tre-quattro anni. Con giocatori importanti, ha fatto cose straordinarie. Oggi Fiorentina, Palermo ed Udinese sono orientate nel fare il calcio del futuro, cioè attenzione alle spese, fare crescere i giovani, andarli a vedere, e avere pazienza di aspettarli'.

'Ho sempre cercato di far giocare le squadre che ho avuto, quest'anno ho per le mani una squadra forte, giovane ma che ha qualità, ed è stato più semplice del previsto lavorare, una volta data una certa mentalità - ha aggiunto il tecnico dell'Udinese -. Quando vengo a Firenze ci tengo sempre a giocare bene, perché è una piazza straordinaria e fare bene è importante. Non ho motivi di vendetta verso la Fiorentina, non c'è mai stato veleno nei confronti di Firenze per la possibilità di venire in viola in passato. Ho sognato di venire ad allenare la Fiorentina, eravamo già abbastanza avanti nella cosa, ma non posso considerare scorretto nessuno, visto che nessuno mi aveva promesso niente. Ero io che mi ero convinto che sarei stato l'allenatore viola, ma è tutto passato. Non ho rancori verso la città, né verso la società. Quando vengo a Firenze, di passaggio o da avversario, ricevo solo grandi complimenti dai fiorentini. Allo stadio in qualche caso mediaticamente la partita è stata preparata, ed ho ricevuto valanghe di fischi o improperi, ma io non ho fatto niente per alimentare questo spirito negativo nei miei confronti. Niccolò Galli era un ragazzo speciale, quello che tutti vorrebbero come figlio: fu una fortuna averlo lanciato all'Udinese. Di lui ricordo i baci sulla guancia che dava al padre Giovanni quando lo veniva a trovare, un qualcosa che nessuno fa oggi'.