Commenta per primo

Il successo dell'Udinese a Palermo ha cambiato le carte in tavola: ora i bianconeri guidano la volta alla qualificazione in Europa League con due punti di vantaggio su Roma e Lazio, ma mister Guidolin tiene alto il livello di guardia: "Non credo che la mia squadra sia la lepre da raggiungere, facendo una metafora ciclistica mi sembra che questo finale sia un arrivo in volata in cui ancora non si scorge il traguardo. Le sofferenze di una stagione sono alle spalle, adesso conta solo ciò che accadrà domani. Dobbiamo concentrarci solo su questo, sulle nostre capacità e sulla voglia di coronare un sogno. Le motivazioni faranno la differenza per terminare ancora una volta la corsa a braccia alzate".

Non crede che l'Udinese sia favorita?

"Assolutamente no, siamo lì con le altre per giocarcela".

Qual è il ricordo più bello che la lega allo Stadio Friuli?

"Spero di farmelo domani con una bella vittoria. Qui ho vissuto tante e mozioni stupende, ma parleremo di questo dopo l'Atalanta".

Riproporrà il modulo con due trequartisti alle spalle di Totò?

"Non lo so. Oggi Muriel non si è allenato perché soffre un problemino al piede. Quando si giocano tre partita di fila bisogna aspettare fino all'ultimo per fare la conta".

Che Atalanta si aspetta?

"Gli orobici hanno coronato mercoledì l'inseguimento alla salvezza dopo un ottimo campionato. Senza penalizzazione avrebbero chiuso i conti anche prima e verranno qui per fare la parte dell'avversario. L'Atalanta è una squadra importante che sa quello che vuole e che si è tenuta sempre fuori dalla zona rossa della classifica. Siamo il lizza per conquistare un posto in Europa League, le nostre motivazioni devono essere a mille".

Crede ci sia ancora un potenziale inespresso in questa squadra?

"Con le partenze degli ultimi due anni c'è stato un buon rinnovamento del gruppo. Nemmeno noi pensavamo di essere subito così competitivi. Avrei firmato per superare il preliminare di Champions e ottenere 50 punti in campionato. Fallito di poco il preliminare, in campionato è andato meglio del previsto. Il progetto ha buone basi, vedremo in futuro".

Domani si svolgerà l'ultima partita nel vecchio stadio Friuli. Come vive questa situazione di passaggio?

"Sono felice di essere qui per un sacco di motivi. Faccio parte dell'Udinese con tutto il mio corpo e il mio cuore".

Sentirete la fatica dopo la gara di Palermo?

"E' vero che in Sicilia abbiamo giocato una gara molto intensa e dispendiosa, ma non possiamo permetterci di patire la stanchezza in questo momento della stagione".

Cosa si può volere di più dall'Udinese?

"Attenzione perché non sarà sempre così. Ora è tutto più facile sull'onda dell'entusiasmo, ma non è normale che l'Udinese finisca il campionato sistematicamente davanti a grandi squadre del calcio italiano. Godiamoci il momento e, vada come vada, abbiamo conquistato 60 punti anche in questa stagione".