Commenta per primo


Punti fatti (24), solo la Juve sta tenendo il passo in attesa dello scontro diretto del 21 dicembre) e pochi gol subiti (6, mai successo in A che l'Udinese ne prendesse così pochi dopo 13 giornate). Sono questi i dati più significativi della squadra bianconera che, dopo la debacle della Lazio e il pari del Napoli, attendendo cosa farà il Milan, si candida autorevolmente a squadra da scudetto a vera antagonista dell'altra bianconera, quella non datata 1896, ovvero la Juve. I tifosi sognano, ed è giusto che sia così. perché nemmeno nell'anno del secondo posto (con Bigogno in panchina) l'Udinese era riuscita a fare tanto: allora, quando correva l'anno 1954/55 (preistoria calcistica), con una A a sedici squadre alla tredicesima giornata la classifica diceva che i bianconeri, dopo un inizio di stagione paragonabile a quello dell'anno scorso con 4 ko di fila, l'Udinese aveva 11 punti cercando di risalire la china. Alla fine ce la fece, ma le mancò soprattutto una cosa: la continuità fuori casa. Oggi come allora, si potrebbe dire, anche se attualmente c'è parecchio tempo davanti per rimediare. Allora c'è da sottolineare un altro record: in casa la squadra di Bigogno mise a segno 7 vittorie consecutive, oggi la squadra è ferma a 6, con il parma l'ultima squadra ad aver fermato l'anno scorso i bianconeri al "Friuli".

Ma perché c'è questa "trasfertite", questo male che fa cambiare faccia all'Udinese? Diciamolo, a Milano la squadra è stata superba, ma contro il Cagliari e l'Atalanta ha sofferto. A Napoli e Parma sappiamo com'è andata. Di Natale ha spiegato che fuori non riescono bene i contropiedi, ovvero l'arma micidiale che da un anno a questa parte sta dando una marcia in più all'Udinese. Cambiare modulo solo per giocare fuori è impensabile, ma è altrettanto vero che gli avversari iniziando a conoscere il modo di giocare dell'Udinese fuori dal Friuli la aggrediscono. Si sta mica innescando una sorta di paura inconscia? I gol recentemente presi lo farebbero pensare, ma più di questo per fare punti fuori oltre all'aspetto menatale conta quello fisico e le due sconfitte sono arrivate quando la squadra era malconcia. Non è una scusante, ma una spiegazione.

Ora davanti ci sono, prima della sosta, due trasferte che possono davvero dire se l'udinese è la vera antagonista alla Juve per lo scudetto: Inter e Lazio potrebbero lanciare l'Udinese. In ogni caso vorremmo sottolineare una cosa: sognare non è cosa malvagia. Ovvio che così com'è questa Udinese ci riempie d'orgoglio, ovvio che siamo consapevoli che causa maldestre prestazioni di altre squadre (non quella bianconera) in Europa, oggi ci sono 5 posti disponibili. Per cui qui tutti stiamo calmi, ma non ci piace nasconderci più.

E sulla lavagna, almeno quella nostra, scriviamo -50 non più -16. Il perché è facile: porsi nuovi obiettivi, anche apparentemente impossibili è segno di nuove motivazioni, che  volte possono anche compensare alcune carenze che in trasferta soprattutto emergono. Una scommessa, non di certo una speranza né tanto meno una aspettativa. Da qui alla fine questa Uidnese sarà capace di fare 50 punti ancora?

Del resto se la squadra di Zac, quella del terzo posto, a questo punto aveva due punti in meno, quella della Champions di Spalletti addirittura 5, perché non tentare di scrivere davvero la storia? Per questo diciamo -50, e forza Udinese!