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L'Udinese di Luigi De Canio gioca a calcio, questa è l'unica certezza che è emersa dalla gestione del nuovo tecnico. Per larghi tratti negli ultimi due anni ci siamo ritrovati ad andare allo stadio o seguire le partite dei bianconeri alla TV, non avendo la più pallida idea di cosa aspettarci. Invece adesso, i risultati come sempre sono un'incognita, ma la certezza è quella di vedere una squadra giocare a calcio qualsiasi avversario si ritrovi di fronte, andando a adattare le proprie caratteristiche per reggere l'onda d'urto.

Neppure squalifiche e infortuni destabilizzano un telaio che oramai pare collaudato: 3-5-2 a prescindere da chi sia l'interprete. La difesa è solida e a centrocampo non sono i giocatori a fare la differenza ma la squadra. Ieri si è rivisto Edenilson e la spinta sulla fascia sinistra non è mancata, i friulani hanno costantemente messo in pressione l'Inter in casa sua, sfiorando più volte la rete per chiudere la partita. Poi il calcio è strano e gli episodi e un po' di sfortuna hanno fatto propendere il risultato sulla sponda nerazzurra, ma il morale non è stato intaccato e questo gruppo può ancora far divertire.

Se Hallfredsson nei minuti finali, avesse insaccato la buonissima occasione capitatagli all'altezza del dischetto del rigore, sarebbe arrivato il pareggio e non il contropiede che ha chiuso il risultato sul 3 a 1. Ma il calcio è questo e non ci si può fermare a guardare a quello che poteva essere, ma prendere quanto di buono c'è stato. L'Udinese se l'è giocata alla pari con l'Inter, quanto basta per andare avanti e far avanzare le credenziali di riconferma per la prossima stagione a De Canio.

Il rinnovo di Luigi De Canio, è il tema principale di questo finale di campionato, i friulani che oramai guardano alla salvezza con una certa serenità, concentrano ora la loro attenzione sulla guida tecnica. La società sa che il tecnico sta andando oltre le aspettative e gode di un grandissimo appoggio del pubblico friulano, due ingredienti niente male, visto che i precedenti due tecnici non si erano neppure avvicinati a queste caratteristiche. Dopo tanta distanza tra società, squadra e tifosi, si è trovato un anello che collega tutto e sarebbe proprio un peccato perderlo per una nuova scommessa.