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Un’Udinese passiva, fragile, mentalmente scarica: a Bergamo, nel match valevole per la 29esima giornata di campionato, si è vista una squadra piuttosto spenta, reduce da una sosta per le Nazionali che non ha aiutato i ragazzi di Luca Gotti a ritrovare quella compattezza vista soltanto dopo il giro di boa.

Tanto è vero che contro la Dea i bianconeri non sono riusciti ad esprimere un calcio fluido, subendo le idee calcistiche e le manovre offensive dei padroni di casa; le due reti di Muriel nel corso del primo tempo, ancora a segno contro gli ex compagni, hanno permesso agli uomini di Gasperini di incanalare la partita sui binari giusti, impedendo agli ospiti di reagire con facilità.

Il gol di Pereyra, arrivato alla fine della prima frazione, ha riaperto la sfida, senza riuscire però a cambiare le sorti della gara: nella ripresa, infatti, l’Atalanta ha saputo mantenere il pallino del gioco, correndo pochissimi rischi e trovando il gol del 3-1 con l’altro ex dell’incontro, Duvàn Zapata.
I cambi del tecnico dell’Udinese hanno dato più freschezza alla squadra, consentendo di accorciare nuovamente il match, dopo una bella azione corale, gestita alla grande da Molina e conclusa dal subentrante Stryger Larsen.

Ciò non è bastato ad evitare la 12esima sconfitta in campionato, la seconda consecutiva dopo quella casalinga, immeritata, rimediata contro la Lazio nel corso dell’ultimo turno prima della pausa; il prossimo impegno bianconero, in programma sabato alle ore 20.45, potrebbe rappresentare un crocevia importante per la stagione friulana, al fine di lasciarsi alle spalle gli insuccessi delle ultime due uscite e ripartire verso l’obiettivo finale.

Contro il Torino servirà scendere in campo con la testa sgombra, al fine di intraprendere nuovamente quel cammino iniziato in questo girone di ritorno ed allontanarsi in maniera definitiva dalla zona rossa della graduatoria.