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Non era partita nel migliore dei modi l’esperienza del portiere argentino a Udine, con quell’infortunio rimediato subito dopo l’arrivo in Friuli che lo aveva costretto a saltare le prime partite di campionato, facendo dubitare fortemente gli addetti ai lavori su una sua possibile futura titolarità; Scuffet, infatti, stava disputando un grandissimo inizio di stagione, guadagnandosi pian piano la fiducia di Velázquez ed escludendo di fatto il nuovo acquisto bianconero.
 
Poi le prime insicurezze di Simone, il pieno recupero di Musso e la voglia dei tifosi di vedere all’opera il neo arrivato, avevano spinto il tecnico di Salamanca a provare l’estremo difensore argentino, schierandolo titolare in una gara – a Marassi, contro il Genoa - che dopo appena dieci giornate di campionato profumava già di sfida salvezza.
 
Il classe ’94 aveva finalmente la grande opportunità di vincere definitivamente il ballottaggio con Scuffet, ma, preso dalla foga e dall’emozione dell’esordio in Serie A, dopo soli trenta minuti atterrò Bessa in area, causando il tiro dagli undici metri poi trasformato da Romulo; nonostante ciò, però, Musso ha continuato a giocare e dopo quell’episodio di lui si hanno solamente ricordi indelebili e positivi. Sono tanti, infatti, i miracoli con cui ha letteralmente salvato più volte il risultato e tenuto a galla l’Udinese, così come numerosi sono gli interventi con cui ha allontanato il pericolo e rispedito al mittente le avanzate avversarie.
 
L’apice dell’avventura in bianconero è stato raggiunto dall’argentino nella giornata di ieri quando, a un minuto dal termine della partita contro la Spal, è stato fischiato a favore degli ospiti un calcio di rigore. Un altro, ironia della sorte, quasi un anno dopo l’episodio capitato a Genova: Musso, che fino ad ora non era mai riuscito a neutralizzare un penalty, ha ipnotizzato Petagna, respingendo il tiro dal dischetto e regalando un punto preziosissimo ai compagni, conquistando tra le altre cose il quinto clean sheet della stagione.

Inutile raccontare la reazione del pubblico presente e dei giocatori dell’Udinese, che hanno esultato assieme al nuovo idolo bianconero come se avessero vinto il match; in effetti il rigore parato da Musso, nonostante sia valso solamente un punto, pesa molto di più che un semplice pareggio, per il morale, per la posizione in classifica e per l’andamento del campionato.
 
Il momento in cui è arrivato e il modo in cui è stato celebrato l'avvenimento, possono davvero spingere Musso a diventare uno dei migliori portieri in circolazione; dopo essersi meritato la chiamata in Nazionale, il portiere argentino è destinato a raggiungere una grande squadra con grandi ambizioni.
 
L’esplosività che ha tra i pali, la sicurezza nel guidare la difesa, la reattività e l’istinto con cui difende la porta friulana, fanno del 25enne uno dei prospetti più interessanti del panorama internazionale e sarà il pezzo pregiato della prossima finestra di mercato.
 
Nella speranza che possa continuare su questi ritmi, auguriamo all’estremo difensore di potersi togliere altre soddisfazioni come quella vissuta ieri, per crescere – come uomo e come calciatore - e raggiungere presto il punto più alto della propria carriera e del calcio europeo.