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Sembra passata una vita dalla vittoriosa trasferta a San Siro contro l'Inter, invece sono bastati cinque giorni per mostrare l'ambiente bianconero ritrovato. In questa settimana staff e squadra  sono tornati al lavoro consapevoli di aver riconquistato il consenso di tutti. Ciò che però non è sfuggito nella bella vittoria di Milano è il deciso passo indietro effettuato da Stramaccioni, che per l'occasione ha spolverato il modulo tanto caro a Francesco Guidolin il 3-5-1-1.

Si dice che nel calcio la differenza la fanno gli uomini e non i moduli, mai smentita migliore arrivò dal campo. Stramaccioni a dirla tutta aveva iniziato la stagione con il 3-5-2 per poi esser costretto a passare alla difesa a 4 per l'assenza di uomini di fascia. Ora la necessità inversa l'ha fatto tornare sui suoi passi ritrovando quella squadra con una marcia in più sulle ripartenze che aveva fatto grande l'era Guidolin. Parliamoci chiaro, la mia non è una critica al tecnico, ma anzi la constatazione che non vive di preconcetti. Se questo gruppo ha ormai nel sangue certi automatismi, inutile provare a cambiarli, ma anzi è giusto cavalcarli
In vista della sfida casalinga contro il Verona, ci sarà uno dei banchi di prova più importanti, il recupero di Gabriel Silva potrebbe fornire quell'ulteriore spinta sulla fascia, indispensabile per rendere ottimale il nuovo meccanismo di gioco. La curiosità più stuzzicante di questa sfida, è capire se il tecnico deciderà di cambiare uomini. A San Siro furono lasciati in panchina Koné e Thereau che fino a qui si erano rivelati i giocatori chiave della nuova Udinese, certo che lasciare a riposo uno come Bruno Fernandes in questo momento pare difficile. Impossibile poi rinunciare al trucco tattico di Piris nella difesa a tre, che con l'abbassamento del laterale può sganciarsi andando ad aggregare il portatore di palla. Tanta carne al fuoco, ma il derby contro l'Hellas potrà darci un'immagine più chiara del futuro di questa Udinese.